16 ottobre 2019
Aggiornato 07:00
Trieste

Presidente Fedriga: "I flussi migratori vanno controllati"

Il governatore: "uniti dobbiamo affrontare un'altra delle grandi sfide di fronte alle quali siamo chiamati a dare risposte convincenti: la gestione dei flussi migratori. Mio compito sarà far sentire la voce del Friuli-Venezia Giulia nelle sedi opportune"
Governatore regionale Massimiliano Fedriga
Governatore regionale Massimiliano Fedriga Regione Friuli Venezia Giulia

TRIESTE - Nel programma di governo della Giunta Fedriga esposto oggi in Consiglio regionale, lo stesso governatore ha evidenziato come «uniti dobbiamo affrontare un'altra delle grandi sfide di fronte alle quali siamo chiamati a dare risposte convincenti: la gestione dei flussi migratori».

DISAGIO PER LA CITTADINANZA - «Un tema - ha affermato Fedriga - che ha acceso il dibattito non solo in campagna elettorale, la cui risoluzione, per ampiezza di portata e complessità, non può naturalmente esaurirsi entro i confini del Friuli Venezia Giulia». "Sono tuttavia convinto - ha aggiunto - che, anche in un quadro in cui Governo e istituzioni comunitarie recitano la parte dei leoni, la Regione debba tenere il punto, forte del mandato popolare che ha palesato i disagi di una politica di accoglienza diffusa bocciata senza appello da una larghissima fetta della cittadinanza».

REGOLARE I FUSSI MIGRATORI - Liberando il campo da possibili equivoci, il governatore si è dichiarato «fermamente convinto che ogni essere umano meriti di essere trattato con dignità e rispetto e su questo non tollero speculazioni. Ciò premesso, sono altrettanto consapevole che l'assenza di paletti a delimitare i confini tra il giusto orientamento umanitario di una comunità e l'assurda vocazione di questa a farsi carico di chiunque venga a bussare alle sue porte risulti nociva, quand'anche non potenzialmente letale"."Chi entra illegalmente nel nostro Paese - ha quindi spiegato Fedriga - commette un reato»  rispetto al quale, ha sottolineato, «non c'è possibilità di smentita».

FARSI SENTIRE - «Far sentire la voce del Friuli Venezia Giulia nelle sedi opportune - ha annunciato il governatore - è dunque un compito che intendo assolvere personalmente per non venire meno agli impegni assunti e per lenire le situazioni di conflittualità generate da soluzioni del passato che ritengo, fuori da ogni giro di parole, assolutamente sbagliate».

PIU' ATTENZIONI PER FRIULI - Nel dettaglio, Fedriga ha parlato di «area di confine con numerosi punti nevralgici: penso in primo luogo al Porto di Trieste ma anche a valichi che, con l'allargamento dell'Europa, hanno perso la loro caratteristica originaria di filtri e, di conseguenza, un territorio che necessita, ben più di altri, di maggiori attenzioni per prevenire che insorgano e, ove opportuno, vengano tempestivamente soppresse criticità che pongano a repentaglio la sicurezza dei cittadini».

POLIZIA LOCALE - «In tale prospettiva - ha proseguito il governatore - oltre a chiedere al Governo un maggior dispiegamento di Forze dell'Ordine, anche la Regione può giocare la propria partita, attraverso la valorizzazione della Polizia locale con il rispristino e il potenziamento degli standard minimi di servizio funzionali alla copertura di almeno tre turni, modulati sulle 24 ore per i Corpi che dispongano di più di 100 operatori, per 365 giorni all'anno».

COME MUOVERSI - L'ultimo passaggio sul tema ha riguardato l'installazione di telecamere, l'agevolazione delle attività di controllo del territorio, l'estensione alle Polizia Locale dell'esonero dal pagamento del canone di concessione delle frequenze radio e dei pedaggi autostradali sulla rete regionale, la creazione di sale operative, anche intercomunali, attive sulle 24 ore, e l'investimento per il passaggio dalle frequenze analogiche a quelle digitali, considerati «ulteriori tasselli sui quali intendo lavorare per garantire la massima efficienza a un mosaico che ritengo essenziale affinché ogni cittadino del Friuli Venezia Giulia si senta davvero libero in casa propria».