15 dicembre 2018
Aggiornato 08:30

Dragaggi non autorizzati: sequestrata l'area e tre motopontoni, denunciate quattro persone

Nell’ambito di una mirata serie di controlli di carattere ambientale è stata posta a sequestro preventivo l’intera area dei fondali interessata dai dragaggi del bacino portuale
Dragaggi non autorizzati: sequestrata l'area e tre motopontoni, denunciate quattro persone
Dragaggi non autorizzati: sequestrata l'area e tre motopontoni, denunciate quattro persone (Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Udine)

MONFALCONE - Nell’ambito di una mirata serie di controlli di carattere ambientale coordinati dalla Procura della Repubblica di Gorizia, nonché dal Comando Gruppo per la Tutela Ambientale di Milano, i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Udine, al termine di una articolata attività di indagine delegata dalla Procura finalizzata alla verifica dei lavori di dragaggio svolti nell’area portuale di Monfalcone, hanno dato esecuzione ad apposito decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Gorizia dell’intera area dei fondali interessata dai dragaggi del bacino portuale, stimata in circa 300.000 mq. E' stato comunque preservato l’utilizzo del relativo specchio acqueo per i normali traffici portuali. E' stato altresì disposto il sequestro preventivo di 3 motonavi allestite con gru (motopontoni), del valore complessivo di circa 4,5 milioni di euro e sono stati deferiti in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria 4 persone, di cui 2 interne alla Società aggiudicataria dei lavori di manutenzione dei fondali del porto e 2 con mansioni direttive rispettivamente dell’Azienda Speciale Porto e della Regione 'Friuli Venezia Giulia'.

In particolare, i militari accertavano che i predetti, in concorso tra loro ed ognuno per il ruolo rivestito, svolgevano un’attività di dragaggio fanghi per una volumetria di circa 110.000 mc., senza la prescritta autorizzazione, mascherandola come manutenzione dei fondali, attività questa che non necessita di autorizzazione. Ulteriormente da evidenze analitiche eseguite, detti sedimenti non potevano essere refluiti nuovamente in mare come invece svolto, ma dovevano essere collocati in un ambiente conterminato (cassa di colmata).