18 novembre 2018
Aggiornato 08:30

Sosa, Viviani e il grande show: la prima Adriatica Ionica Race è già un successo

Il bilancio di cinque giorni di emozioni: la neonata corsa a tappe si è rivelata una vetrina per i giovani talenti e per il territorio. L’ideatore Argentin: “Siamo al lavoro per il futuro”
Tutti i leader dell'Adriatica Ionica Race 2018: Enrico Logica,  Elia Viviani, Ivan Ramiro Sosa, Michele Gazzara
Tutti i leader dell'Adriatica Ionica Race 2018: Enrico Logica, Elia Viviani, Ivan Ramiro Sosa, Michele Gazzara (Bettiniphoto)

FVG - Seicentosettanta chilometri di gara, cinque tappe, centodieci atleti e sedici team: sono i numeri che raccontano la festa dell’Adriatica Ionica Race sulle strade d’Italia. La nuova corsa a tappe firmata dall’ex campione del mondo e vincitore di quattro Liegi-Bastogne-Liegi Moreno Argentin ha archiviato domenica la prima, storica edizione, con un bilancio decisamente positivo.

PARTECIPAZIONE DI ALTO LIVELLO - Da un punto di vista sportivo, la gara tra Veneto e Friuli Venezia Giulia ha goduto di una partecipazione di alto livello, con ben cinque squadre World Tour in gara e sette agguerrite Professional. Tra i tanti protagonisti, due hanno brillato su tutti. Il primo è il colombiano Ivan Ramiro Sosa, il nuovo talento dell’Androni Giocattoli-Sidermec, che è riuscito a soli 20 anni nell’impresa di domare il durissimo Passo Giau e di diventare il primo re dell’Adriatica Ionica Race. L’altra metà della copertina è per Elia Viviani, il campione olimpico su pista che ha conquistato tutte e tre le volate a disposizione e ha aggiunto il successo nella cronosquadre inaugurale con la sua Quick-Step Floors (più due giorni in maglia da leader), portando a quattro il bottino di trionfi. Ancora un poker dopo il Giro d’Italia, coronato anche stavolta da una maglia, quella rossa Full Speed Ahead della classifica a punti.

TAPPE EQUILIBRATE E MAI BANALI - Nel complesso, l’Adriatica Ionica Race ha offerto lo spettacolo di cinque tappe equilibrate e mai banali, con una cronometro in apertura a Lido di Jesolo, i saliscendi di Maser, le scalate dolomitiche a Rolle, Valles e Giau, l’affascinante sterrato di Aquileia, l’arrivo in laguna a Grado e lo sprint finale nel 'salotto' di Piazza Unità d’Italia a Trieste. Il percorso misto si è rivelato una vetrina di futuri campioni: oltre a Sosa (maglia azzurra Geo&Tex 2000 di leader e maglia bianca Gabetti di miglior giovane), anche Giulio Ciccone della Bardiani-Csf, secondo in classifica a 23 anni, il russo Ildar Arslanov della Gazprom-Rusvelo, 24 anni e terzo nella generale, ed Edward Ravasi, classe 1994, che ha chiuso al quarto posto dopo essere stato secondo a 18’’ dal leader. L’età media della top 5 si aggira intorno ai 23 anni, gli stessi di Enrico Logica (Biesse Carrera Gavardo) che con caparbietà ha portato a casa la maglia verde dei gpm sponsorizzata Prologo. Una celebrazione della nuova generazione ciclistica.