19 novembre 2018
Aggiornato 10:00

Moretti, sul Cara di Gradisca Fedriga non porta nuove soluzioni

«Tolte le promesse elettorali della Lega, non resta nulla di più di quanto è stato già fatto in tema di profughi e immigrazione»
Moretti, sul Cara di Gradisca Fedriga non porta nuove soluzioni
Moretti, sul Cara di Gradisca Fedriga non porta nuove soluzioni (Regione Friuli Venezia Giulia)

GRADISCA - "Tolte le promesse elettorali della Lega, non resta nulla di più di quanto è stato già fatto in tema di profughi e immigrazione. Nella sua visita odierna a Gradisca, Fedriga non ha portato notizie nuove rispetto a quanto Minniti aveva già proposto per il territorio isontino, pur in un quadro generale molto diverso». A dirlo è il consigliere regionale isontino del Pd, Diego Moretti, commentando la visita del presidente della Regione, Massimiliano Fedriga al Cara di Gradisca d'Isonzo.

"Ritorna il mantra leghista del fatto che il "60 per cento dei richiedenti asilo non ha diritto a nessuna protezione" e comunque a questo ragionamento sfuggono due questioni" sostiene Moretti: "La prima: se c'è la disponibilità della Regione ad aprire quattro o cinque Cpr sul territorio (uno il sindaco Ziberna l'ha già chiesto per Gorizia), Fedriga spieghi quale sarà lo status reale di queste strutture, perché questi luoghi detentivi non possono risolvere il problema dei richiedenti asilo sul nostro territorio. Quattro o cinque strutture servirebbero solo per coloro che riceverebbero il decreto d'espulsione, ma per quel 40 per cento rimanente? Quali soluzioni ha in mente il presidente della Regione? Grandi centri aperti? Le norme del diritto nazionale e internazionale non permettono di rinchiudere le persone che richiedono lo status di rifugiato per un tempo indefinito e questo dovrebbe saperlo. Quali sarebbero le risorse destinate per un'operazione del genere? Da dove vengono distolte le forze dell'ordine per gestire dei luoghi di questo tipo? Dalle strade?». Secondo Moretti, "sono troppe le domande a cui la Lega non riesce a dare una seria risposta: anziché fare discorsi semplicistici, ci piacerebbe che mettessero i piedi per terra, raccontando finalmente quale è la loro visione di territorio. L'isontino non può subire una politica indiscriminata sull'immigrazione e soprattutto Gradisca che ha già dato ampiamente rispetto a questo tema".

Per la deputata del Pd Debora Serracchiani, sulla visita del presidente del FVG al Centro di accoglienza per richiedenti asilo: «Prendo atto che Fedriga pare aver raccolto la richiesta di togliere il Cara a Gradisca, la stessa richiesta che da presidente di Regione e da deputata ho già rivolto ai ministri Minniti e Salvini: è la prima condizione affinché si possa istituire qui un Centro per il Rimpatrio, in cui raccogliere e vigilare un numero limitato di persone in attesa di rapida espulsione». Per Serracchiani «la situazione di Gradisca d'Isonzo è sicuramente una delle più pesanti del nostro territorio e sforzarsi di dare sollievo a questa cittadina penso sia doveroso a prescindere dal colore politico di chi governa la Regione. Rimane tuttavia una contraddizione nei numeri, allorché si dice no anche all'accoglienza diffusa, perché i 4 o 5 Cpr che per Fedriga potrebbero essere aperti sul territorio della regione non avranno mai la capienza sufficiente a custodire tutti i richiedenti asilo che attualmente sono in Friuli Venezia Giulia, tra i quali vi sono molti minori non accompagnati. Non è questione di buonismo o pregiudizio ideologico ma – ha puntualizzato - di dare risposte praticabili e umane a problemi complessi». «Constatiamo ancora una volta – ha aggiunto Serracchiani - come risulti difficile ipotizzare di porre in regime di reclusione alcune migliaia di profughi, non solo per una questione di rispetto del diritto internazionale ma anche per problemi meramente logistici, di strutture adeguate e di personale di pubblica sicurezza. L'esperienza passata del Cie di Gradisca dovrebbe averci istruito sulla complessità della gestione di simili strutture di detenzione, e anche – ha concluso - su come sono accolte dalla popolazione».