8 dicembre 2019
Aggiornato 03:30
Trieste

Formazione e impiego, collaborazione con le imprese per lavoratori competitivi e competenti

Avvicinare Regione, enti di formazione e sistema produttivo, rafforzare la collaborazione col mondo dell'impresa, migliorare la comunicazione con gli utenti, favorire formazione di profili professionalizzati e creare un osservatorio per strategie formative. Questo l'elenco delle cose da fare per la Rosolen
Assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen e l'incontro con enti di formazione
Assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen e l'incontro con enti di formazione Regione Friuli Venezia Giulia

TRIESTE - Strutturare una rete che avvicini e renda protagonisti Regione, enti di formazione e sistema produttivo, rafforzare la collaborazione con il mondo dell'impresa, migliorare la comunicazione nei confronti degli utenti, favorire lo sviluppo di profili altamente professionalizzati e creare un osservatorio che delinei le strategie formative dei prossimi dieci anni e non risponda solo a esigenze contingenti.

LA FORMAZIONE - Sono questi gli elementi cardine sui quali si baserà l'attività dell'Amministrazione regionale nel campo della formazione secondo l'assessore regionale a Lavoro e Formazione del Friuli Venezia Giulia, Alessia Rosolen, che questa mattina ha incontrato i rappresentanti degli enti di formazione accreditati del Friuli Venezia Giulia. Durante la riunione, alla quale ha preso parte anche il presidente della VI commissione consigliare, Giuseppe Sibau, l'assessore ha rimarcato come quello della formazione sia «un settore nel quale le cose funzionano solo se tutti i soggetti coinvolti collaborano, a partire dai servizi pubblici per arrivare alle imprese, che devono dare indicazioni sulle prospettive del mercato del lavoro, operando sempre nell'ottica dell'incrocio della domanda e dell'offerta».

ANALISI LAUREATI E LAVORATORI - Rosolen ha quindi sottolineato che «secondo le analisi della Banca d'Italia, il Friuli Venezia Giulia ha una percentuale di laureati inferiore alla media nazionale, una scarsa presenza di personale qualificato e una ridotta richiesta di quest'ultimo da parte delle imprese locali». «Sono dati - ha spiegato - che vanno analizzati con attenzione perché le persone che escono dal nostro sistema formativo devono essere per le imprese nelle quali si inseriscono elementi di traino capaci di favorire l'innovazione e lo sviluppo economico».

PROGRAMMI FORMATIVI - «L'attenzione alle richieste delle imprese sarà costante, ma - ha evidenziato l'assessore - i programmi formativi non possono basarsi solo su di esse in quanto devono immaginare quali saranno le professioni del futuro e fare in modo che la nostra diventi una regione all'avanguardia con aziende competitive nelle quali lavora personale preparato e qualificato».

OSSERVATORIO - «In quest'ottica - ha annunciato - è quindi fondamentale l'istituzione di un osservatorio che consenta di programmare le strategie formative dei prossimi dieci anni».

DOVE LAVORARE - Confrontandosi con i numerosi operatori partecipanti, che hanno accolto favorevolmente l'apertura al dialogo e alla collaborazione delle Regione, Rosolen ha quindi ribadito la necessità di «rafforzare i centri per l'impiego e rendere sempre più stretto il collegamento tra scuola, formazione, ricerca scientifica e imprese».

OBIETTIVI - «Inoltre - ha affermato l'assessore - la Regione punta a migliorare la comunicazione, che deve essere omogenea, comprensibile e accessibile per ampliare il bacino d'utenza dei servizi erogati. Per ridurre la disoccupazione e garantire la professionalizzazione delle persone nel corso di tutta la loro vita lavorativa dobbiamo rendere noti gli strumenti e le opportunità messi in campo attraverso una comunicazione rapida e fruibile, che sfrutti tutti i canali oggi a disposizione, da quelli più tradizionali ai social network».