17 novembre 2018
Aggiornato 10:00

Riccardi all'Ospizio Marino, necessario approfondire le criticità esistenti

In virtù dell'accordo siglato a marzo 2017 alla struttura è stato assegnato un budget di 1 milione e 400mila euro, somma considerata inadeguata per consentire l'erogazione di un volume di prestazioni corrispondente alle richieste e alle necessità dei cittadini della regione
L'assessore alla Salute, Riccardo Riccardi, all'Ospizio Marino di Grado con il presidente della coop Grado Riabilita, Franco Bosio, e il direttore Pierluigi Fabris
L'assessore alla Salute, Riccardo Riccardi, all'Ospizio Marino di Grado con il presidente della coop Grado Riabilita, Franco Bosio, e il direttore Pierluigi Fabris (ARC Galetto Guido)

GRADO - Oltre mille pazienti in trattamento di riabilitazione funzionale per disabilità fisiche e sensoriali, 80 ospiti ricoverati in Residenza sanitaria assistita (Rsa), 14.790 terapie effettuate in circa un anno e una lista d'attesa attuale di 200 richieste. È il bilancio (dati da febbraio a dicembre 2017) di attività dell'Ospizio Marino di Grado, struttura privata accreditata che offre cura e accoglienza in regime di Rsa sia a persone non autosufficienti con età superiore a 65 anni, sia ad utenti-adulti invalidi civili, ma anche pazienti in età evolutiva sofferenti di disabilità fisica e psicomentali, disturbi sensoriali e di relazione - che necessitino di riabilitazione specialistica per la quale si renda utile un ricovero.

I dati sono stati illustrati al vicegovernatore e assessore alla Salute e Politiche sociali, Riccardo Riccardi, nel corso della sua visita alla struttura dall'antica tradizione di eccellenza - nel 1873 fu aperta come Istituto elioterapico dal medico toscano Giuseppe Barellai - chiusa dalla Procura di Gorizia per anni a seguito del fallimento e commissariamento e riaperta nuovamente nel 2016.
A guidare nella visita il vicegovernatore è stato Franco Bosio, presidente della cooperativa Grado Riabilita (supportata dalle cooperative Universiis, Prodes&Cielo azzurro, Friulclean, Vicentini, Sanatorio Triestino, Eutonia) che ha acquisito l'Ospizio dal fallimento per otto milioni con il coinvolgimento della Regione, del Fondosviluppo di Confcooperative, del Credito cooperativo, del Frie e altri partner, ristrutturandolo completamente con ulteriori 2,5 milioni di investimento.

Attualmente sono 80 i dipendenti - una trentina riassorbiti dal vecchio Ospizio e tutti operatori socio-sanitari, fisioterapisti, amministrativi - impiegati nella struttura con 79 posti letto, di cui 20 di Rsa e 59 di riabilitazione per invalidi civili. Al piano terra trovano spazio le aree amministrative e l'accettazione, gli ambulatori per le visite specialistiche, i box per la fisioterapia, le palestre per la riabilitazione di gruppo, la Rsa e le aree per l'idroterapia con la piscina, per cui è in programma a breve la presa a mare. Al piano superiore sono invece presenti le stanze di degenza per la riabilitazione specialistica con tutti i servizi annessi, come l'infermeria e le sale comuni. In tutto la struttura ha tre mila metri quadri coperti e altrettanti di scoperto, con tratto di spiaggia della Costa Azzurra riservato in concessione.

In virtù dell'accordo siglato a marzo 2017 tra la cooperativa e l'Azienda per l'assistenza sanitaria 2 Bassa Friulana-Isontina per l'erogazione di prestazioni di riabilitazione in regime ambulatoriale, semiresidenziale e residenziale, è stato assegnato alla coop un budget di 1 milione e 400mila euro. Alla luce dei piani riabilitativi autorizzati, di quelli in attesa di autorizzazione e delle visite programmate, Bosio ha tracciato a Riccardi lo stato di adeguatezza del budget per consentire l'erogazione di un volume di prestazioni corrispondente alle richieste e alle necessità dei cittadini della regione.

"Nel corso della visita, a quella che ho trovato una struttura di indubitabile livello, mi sono state illustrate alcune criticità sulle quali è opportuna una approfondita valutazione", ha reso noto Riccardi.