24 settembre 2018
Aggiornato 01:30

Sindacati, Fedriga-Rosolen: «Confronto attivo e sforzi comuni»

Tra le priorità è stata indicato il miglioramento della sicurezza sui luoghi di lavoro
Sindacati, Fedriga-Rosolen: «Confronto attivo e sforzi comuni»
Sindacati, Fedriga-Rosolen: «Confronto attivo e sforzi comuni» (Regione Friuli Venezia Giulia)

TRIESTE - L'Amministrazione regionale del Friuli Venezia Giulia crede in un coinvolgimento trasversale e integrato delle sue direzioni per favorire un approccio completo alle questioni che sono d'interesse delle parti sociali, a vantaggio dei tavoli e delle altre forme di interlocuzione. Il tema è emerso nell'incontro che il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, insieme all'assessore regionale a Istruzione, Ricerca, Università, Lavoro, Formazione e Famiglia, Alessia Rosolen, ha avuto oggi a Trieste nel Palazzo della Regione con i segretari generali regionale di Cgil, Cisl e Uil, Villiam Pezzetta, Alberto Monticco e Giacinto Menis.

Ai leader confederali, che hanno sollecitato la Regione sui temi del metodo e delle modalità con cui tra Regione e organizzazioni sindacali interagiscono, Fedriga ha assicurato «la piena volontà della Regione di avere un confronto attivo e la necessità, anzi, di accentuare gli sforzi comuni su temi quali la sicurezza sul lavoro, in primis, e la sanità, fermo restando il chiaro ruolo di decisore che compete all'Esecutivo». Già nelle prime fasi di attività della Giunta, il governatore ha indicato nel «tavolo sulla crisi dell'Isontino un modello di integrazione delle parti e dei contributi al rilancio economico che può essere esportato» e che le stesse organizzazioni sindacali hanno apprezzato.

Da parte sua, Rosolen ha evidenziato «la necessità di tavoli più ampi e coinvolgenti possibili, la necessità di un forte impegno sulla formazione capace di traguardare oltre le crisi contingenti, il forte raccordo tra attività produttive e lavoro e una complementarietà tra il pubblico e il privato nelle questioni lavoristiche, a partire dell'indiscutibile centralità della parte pubblica».