Ressani, segretario Pd di Trieste: «Mi dimetto per rinnovare il partito»

L'obiettivo è arrivare ai prossimi appuntamenti elettorali con un partito competivi capace di parlare alle famiglie

Giancarlo Ressani
Giancarlo Ressani (Fb)

TRIESTE - «Offro al partito le mie dimissioni per permettere al Pd di rinnovarsi e di rimettersi in gioco nella città. E' una scelta che ho fatto in autonomia e in solitudine, con sofferenza, ma ho voluto farmi carico della mia responsabilità di segretario». Lo ha detto a Trieste il segretario provinciale del Pd di Trieste, Giancarlo Ressani, durante una conferenza stampa nella quale ha annunciato le sue dimissioni dalla carica alla quale era stato eletto nell'ottobre del 2017.

Illustrando i motivi che lo hanno portato alla sua decisione, Ressani ha indicato in primo luogo «una richiesta di discontinuità e di rifondazione del partito, che deve assolutamente riconnettersi con larghi strati della popolazione, ridiventando capace di rappresentare bisogni, preoccupazioni, speranze. Non basta – ha scandito - un lifting», come sarebbe stata la formazione di una nuova segreteria dopo l'azzeramento dello scorso 13 giugno. A sancire una riflessione maturata nel giro di poche settimane è stata anche l'assemblea nazionale del 7 luglio, da cui «è scaturito un preciso mandato di rinnovamento, da cui Trieste non può essere tenuta fuori», oltre al congresso regionale del Pd già convocato per il prossimo dicembre, «in cui il Pd di Trieste deve giocare un ruolo di impulso, all'altezza del suo rango di capoluogo».

Ressani ha quindi spostato lo sguardo alla sfida del 2021, cui «il Pd deve arrivare completamente rinnovato e competitivo, capace di parlare di lavoro, famiglie e crescita economica, mostrando il conto al centrodestra per quello che non è stato fatto, dalla natalità in calo a una gestione fallimentare della sicurezza». Le dimissioni di Ressani affidano ora all'assemblea provinciale del Pd di Trieste, che si terrà il prossimo 20 luglio, il compito di decidere se eleggere un nuovo segretario oppure se convocare il congresso del partito, soluzione auspicata dallo stesso segretario uscente.