19 dicembre 2018
Aggiornato 09:00

Elezione di Zanin, i dubbi dell'opposizione

Per Bolzonello, Centis e Morettuzzo è emersa la fragilità della maggioranza al governo, spaccatasi al momento del voto
Elezione di Zanin, i dubbi dell'opposizione
Elezione di Zanin, i dubbi dell'opposizione (Regione Friuli Venezia Giulia)

TRIESTE - «Iniziare il proprio discorso di insediamento con un grazie al presidente della Regione è il peggiore degli inizi. Zanin ha minato il rapporto di autonomia del Consiglio rispetto alla Giunta; non si può pensare di essere presidente di tutti esordendo in questo modo». Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Sergio Bolzonello, commenta così l'elezione del neopresidente Piero Mauro Zanin. 

I DUBBI DI BOLZONELLO - «Quello a cui abbiamo assistito oggi è un problema che riguarda le istituzioni: tutti i gruppi di minoranza, non solo il Pd, si sono astenuti dal voto proprio perché è mancato il confronto. Tutti i consiglieri dem hanno preso la parola in Aula, motivando ciascuno la propria non partecipazione alla votazione. Questa elezione non ci ha soddisfatto in alcun modo - spiega ancora Bolzonello - innanzitutto perché il nome di Zanin non era circolato nei giorni scorsi in maniera formale com'era successo per il compianto e rimpianto presidente Romoli, che avevamo votato con la sicurezza che sarebbe stato un uomo sopra le parti. Oggi invece, in Aula, parte della maggioranza non sapeva quale fosse il nome. Altro dato negativo riguarda l'assoluta chiusura alla nostra richiesta di sospensione, con conseguente convocazione dei capigruppo, per dare un nostro contributo all'individuazione di un presidente, visto che la maggioranza si era lacerata in maniera totale. Ci hanno negato anche questo, per votarsi infine un presidente di assoluta parte, che non rappresenta l'intero Consiglio. Infine - conclude Bolzonello -, prendiamo atto dello scollamento tra la maggioranza e la Giunta. Nella prima votazione è stato evidente che l'intesa di potere tra il presidente Fedriga e l'assessore Riccardi non ha avuto il supporto, in termini di voti, da parte dei consiglieri di maggioranza. Difatti non c'era più la maggioranza, con 20 voti a sostegno di Zanin sul totale di 29».

LE CRITICHE DI CITTADINI E AUTONOMISTI - I consiglieri del gruppo dei Cittadini non hanno partecipato all'elezione del nuovo presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin. Una scelta precisa, quella dei civici, in segno di protesta per il mancato coinvolgimento delle forze di minoranza dopo che la prima votazione era andata a vuoto, con la maggioranza in evidente difficoltà a convergere unitamente su un nome per il successore di Ettore Romoli. «Il presidente del Consiglio regionale - ha dichiarato in Aula il capogruppo dei Cittadini Tiziano Centis - deve essere una figura in grado di mediare e trovare disponibilità e larga partecipazione: tutto questo oggi non c'è stato. Ciò che stupisce di più è che, dopo oltre un mese, la maggioranza non sia stata in grado neppure di indicare una figura condivisa al proprio interno, mostrando pubblicamente una forte instabilità. Anche per questo le opposizioni, responsabilmente, hanno offerto disponibilità a ragionare su una figura che potesse trovare il più ampio consenso possibile a garanzia di tutti e nella prospettiva di un buon lavoro dell'Assemblea nei prossimi cinque anni. Un'occasione buttata dal centrodestra, che ha preferito consumare un braccio di ferro nelle stanze della maggioranza, lanciando così un pessimo segnale a tutti i cittadini del Friuli Venezia Giulia».
Critiche anche dal capogruppo del Patto per l'Autonomia in Consiglio regionale, Massimo Moretuzzo: «Abbiamo appreso nei corridoi del Palazzo che il potenziale candidato alla presidenza del Consiglio regionale era Piero Mauro Zanin. La votazione sul presidente ha mostrato crepe preoccupanti nella maggioranza. Sarebbe stato meglio se avesse coinvolto nella scelta tutto il Consiglio», conclude Moretuzzo.