19 dicembre 2018
Aggiornato 08:00

Sicurezza: Roberti, contro la criminalità serve dialogo tra le istituzioni

Roberti ha evidenziato come il prossimo recupero del Porto Vecchio di Trieste, l'inserimento dello scalo giuliano nella nuova 'via della seta' ed Esof 2020, siano "importanti occasioni di sviluppo per il capoluogo regionale, le quali possono attirare l'attenzione delle realtà criminali"
Sicurezza: Roberti, contro la criminalità serve dialogo tra le istituzioni
Sicurezza: Roberti, contro la criminalità serve dialogo tra le istituzioni (Regione Friuli Venezia Giulia)

TRIESTE - «Avviare un dialogo tra tutti gli enti pubblici e le forze dell'ordine incentrato sulla massima collaborazione e condivisione di informazioni che eviti qualsiasi tipo di contrapposizione è un passo fondamentale da compiere per evitare il radicamento in Friuli Venezia Giulia di organizzazioni criminali. Solo così potremo riconoscere per tempo il nemico da combattere e quali strategie attuare per farlo». Questo il pensiero espresso dall'assessore regionale alle Autonomie locali, sicurezza e politiche comunitarie, Pierpaolo Roberti, durante il suo intervenuto al tavolo di confronto pubblico sul tema 'Appalti e legalità', organizzato dalla Cgil, al quale hanno preso parte anche il prefetto di Trieste, Anna Paola Porzio, il segretario confederale della Cgil nazionale, Giuseppe Massafra e il consigliere regionale Roberto Cosolini.

PORTO - Roberti ha evidenziato come il prossimo recupero del Porto Vecchio di Trieste, l'inserimento dello scalo giuliano nella nuova 'via della seta' ed Esof 2020, siano «importanti occasioni di sviluppo per il capoluogo regionale, le quali possono attirare l'attenzione delle realtà criminali. Dove ci sono grandi appalti è, infatti, necessario vigilare, perché c'è il rischio che la criminalità organizzata tenti di radicarsi. La grande occasione offerta al capoluogo regionale è quindi anche un'enorme responsabilità e la Regione, per quanto le compete, è pronta a fare la propria parte per tutelare la legalità». Citando il sospetto caso di infiltrazione mafiosa scoperto all'interno di una società operante nel porto di Trieste, l'assessore ha rimarcato «la necessità di mantenere alta la guardia e di coordinare tutte le istituzioni in tempi rapidi, perché molte gare d'appalto partiranno nel giro di pochi mesi». L'assessore ha quindi focalizzato l'attenzione sulla sicurezza sul lavoro, ribadendo che «l'esperienza dei tavoli di confronto sul tema dovrà essere attuata anche per i numerosi cantieri che si apriranno in Porto Vecchio", ma ha anche ricordato che è necessario evitare di "ingessare" eccessivamente il sistema degli appalti per «non perdere l'occasione di sviluppo e crescita offerta alla città, facendo in modo che aziende sane abbiano la possibilità di investire sul nostro territorio».