16 dicembre 2018
Aggiornato 09:00

Gradisca d'Isonzo, iniziati i lavori di riconversione del CIE in Centro di Permanenza per il rimpatrio

Sindacato Autonomo di Polizia: «La conversione del Centro di Identificazione ed Espulsione già utilizzato come Centro di Accoglienza per Residenti Asilo da chi verrà vigilato e gestito?»
Gradisca d'Isonzo, iniziati i lavori di riconversione del CIE in Centro di Permanenza per il rimpatrio
Gradisca d'Isonzo, iniziati i lavori di riconversione del CIE in Centro di Permanenza per il rimpatrio (Facebook Caserme d' Italia)

GRADISCA D’ISONZO - Sono ufficialmente iniziati i lavori, programmati in 120 giorni, per un importo di 2.750.000.000 euro, attuati dal 1° Reparto del Genio dell’Aeronautica Militare del 27° Gruppo Genio Campale, per la conversione dell’ex C.I.E. in C.P.R. o Centro di Permanenza per il rimpatrio. Il Sindacato Autonomo di Polizia, nel prendere atto della volontà governativa di affrontare il problema dell’immigrazione con i fatti, si chiede chi lo vigilerà e chi lo gestirà.

LA SITUAZIONE ATTUALE - Non sarà infatti pensabile che, con l’organico attuale della Questura e nel dettaglio dell’Ufficio Immigrazione, detta struttura possa funzionare, vista anche la distanza con le Autorità Consolari. Da quando è stato chiuso il Centro di Identificazione ed Espulsione l’organico, causa pensionamenti, ha subito pesanti tagli e già con difficoltà riesce a fronteggiare le incombenze attuali. Si pensi all’attività di vigilanza che comunque comporta un dispendio notevole, cui va aggiunta quella dell’identificazione e del rilascio dei documenti abilitanti all’espatrio, per finire in quella, non meno dispendiosa, investigativa, per fronteggiare i vari reati che sicuramente verranno commessi. Va infatti istituito e alimentato un nucleo per la vigilanza, una sezione dell’Ufficio Immigrazione, nel quale possa venire assegnato anche 'personale qualificato' per gli accompagnamenti e i rimpatri, nonché una sezione della Squadra Mobile, oltre a quelle attuali, che si occupi di contrastare tutti i reati conseguenti all’esercizio della struttura. Vanno in pratica chiariti i numeri necessari e la loro copertura sulla base di quanti stranieri la struttura dovrà trattenere.
Il Sindacato Autonomo di Polizia attende di conoscere il progetto di contorno, nei punti sopra indicati, prima di esprimere giudizi, avendo ben chiaro che l’onere della struttura non potrà ricadere sugli operatori in forza attualmente a Gorizia, anche per non depauperare il territorio degli altri servizi ora garantiti.