21 ottobre 2018
Aggiornato 22:30

Rete di videosorveglianza ai valichi stradali del Fvg

E' la richiesta avanzata dal consigliere regionale Giuseppe Ghersinich (Lega)
Rete di videosorveglianza ai valichi stradali del Fvg
Rete di videosorveglianza ai valichi stradali del Fvg (Diario)

TRIESTE - Attivarsi con il Ministro dell'Interno per la creazione di una rete di videosorveglianza che copra la totalità dei valichi stradali presenti nelle ex province di Trieste, Gorizia e Udine. E' l'obiettivo della mozione presentata dal consigliere regionale Giuseppe Ghersinich (Lega). L'esponente del Carroccio chiede alla giunta di impegnarsi a fornire ai settori della Polizia di Frontiera nelle stesse ex province, un congruo numero di telecamere mobili da dislocare a rotazione e di dotare di apparati di videoregistrazione le autopattuglie di Polizia di Frontiera ed Esercito, preposte al controllo dei confini.

«L'impegno costante e giornaliero della Polizia di Frontiera nell'arduo compito di contenere l'immigrazione, incontra grosse difficoltà nella procedura di riammissione dei clandestini nel territorio sloveno in assenza di prove, anche qualora - spiega l'esponente della Lega - vi siano fondate ragioni per credere che i clandestini stessi siano entrati in Italia provenendo dalla vicina e confinante Repubblica di Slovenia. Le prove derivanti da una videoregistrazione, che documenti il passaggio dei veicoli dei passeur, permetterebbero alle forze dell'ordine di avere importanti spunti investigativi nell'ambito delle rispettive competenze e nel contrasto ad ogni tipo di illecita attività, i cui riflessi e ricadute interessano e coinvolgono costantemente il territorio della Regione».

L'introduzione di un sistema di videosorveglianza consentirebbe di liberare importanti risorse fra le forze dell'ordine per il controllo del territorio e la sicurezza dei cittadini del Friuli Venezia Giulia. «L'applicazione dell'art. 21 della legge di riforma della Polizia di Stato - continua il leghista - permetterebbe la creazione di una sala operativa unica per la sicurezza in ogni provincia. Inoltre, su modello di quella già esistente a Thörl-Maglern nella regione della Carinzia in Austria, che vede la collaborazione delle forze di Polizia italiane, austriache, slovene e tedesche come previsto dal trattato di Schengen, si potrebbe anche prevedere la creazione di una sala operativa d'interforze tra Italia, Slovenia e Croazia. Si potrebbe valutare la fattibilità, nel caso di insufficienza di risorse ministeriali, di proporre un accordo di programma con il Ministero - conclude Ghersinich - per realizzare l'infrastruttura di videosorveglianza con la collaborazione e l'utilizzo anche delle infrastrutture della Regione. Ci sarebbe anche un notevole risparmio: una buona percentuale di clandestini non verrebbe infatti presa in carico dall'Italia e di conseguenza non andrebbe a gravare sulle casse dello Stato».