25 settembre 2018
Aggiornato 19:00

Plastica nei mari: il Fai fa il punto con l'Istituto nazionale di oceanografia

Incontro di sensibilizzazione in riva Massimiliano dedicato ad adulti e bambini
Plastica nei mari: il Fai fa il punto con l'Istituto nazionale di oceanografia
Plastica nei mari: il Fai fa il punto con l'Istituto nazionale di oceanografia (ANSA)

TRIESTE - Negli ultimi decenni la plastica è stata sempre più utilizzata dall'uomo: ogni anno nel mondo ne vengono prodotte 280 milioni di tonnellate e si prevede che nel 2050 diventeranno 400. La conseguenza principale di questo fatto è che, direttamente o indirettamente, sempre più plastica è finita nei mari e negli oceani, di cui ora rappresenta il maggior detrito antropogenico inquinante. Si stima che ogni anno siano addirittura 8 milioni di tonnellate di plastica ad accumularsi nelle acque e secondo le Nazioni Unite, se non si interviene subito nel 2050 in mare ci sarà più plastica che pesci. La plastica può esser rinvenuta in ambiente marino in moltissime forme e dimensioni: sacchetti, sferule, materiale da imballaggio, cotton fioc, rivestimenti da costruzione, recipienti, polistirolo, nastri e attrezzi da pesca. Benchè i rifiuti di grande dimensione sono quelli che destano maggiore preoccupazione nell’opinione pubblica, si sta acquisendo la consapevolezza di come siano i frammenti plastici più piccoli ad essere particolarmente nocivi e pericolosi. Sono le cosiddette microplastiche, particelle di origine antropica di dimensioni comprese tra 5 mm e 330 μm, il cui inquinamento è invisibile e pressochè incalcolabile. Una volta in mare, infatti, queste particellle vengono ingerite dalla fauna, assieme alle sostanze tossiche accumulate. 

Il fenomeno dell’invasione da plastiche, ovviamente, interessa anche il Mediterraneo e l’Adriatico, dove tali materiali rappresentano oltre l’80% dei rifiuti marini. Per questo motivo, l’Europa ha intrapreso la strada del riciclo totale della plastica e dello sviluppo di nuovi materiali biocompatibili, imponendolo come obiettivo entro il 2030, mettendo al bando le microplastiche nei cosmetici e attivandosi per ridurre oggetti mono-uso di plastica come le stoviglie. Per approfondire il tema, la Delegazione Fai di Trieste insieme all’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – Ogs e in collaborazione con Trieste Senza Sprechi, organizzano l’incontro per bambini e adulti: 'Plastica: Fai il punto con l’Ogs e Trieste Senza Sprechi', mercoledì 22 agosto 2018, ore 15 allo stabilimento balneare Sirena di riva Massimiliano e Carlotta a Grignano per mostrare anche come ogni giorno, con semplici scelte, possiamo proteggere il nostro mare e ridurre l’inquinamento. Interverranno Mirella Pipani, vice capo Delegazione Fai di Trieste; Federica Nasi, ricercatrice Ogs e Valentina Delconte, Trieste Senza Sprechi. Al termine dell’incontro la Delegazione Fai di Trieste offrirà un gelato ai bambini partecipanti.