15 novembre 2018
Aggiornato 13:00

Massimo Bubola porta a Gorizia canzoni della Grande Guerra ma anche successi di De Andrè e Mannoia

Massimo introdurrà le canzoni e coglierà l'occasione per un inquadramento storico antropologico parlando di molti aspetti a margine del concerto 'Da Caporetto al Piave' che si svolgerà martedì 21 agosto, alle 20.30, nel Parco del municipio di Gorizia
Massimo Bubola porta a Gorizia canzoni della Grande guerra ma anche successi di De Andrè e Mannoia
Massimo Bubola porta a Gorizia canzoni della Grande guerra ma anche successi di De Andrè e Mannoia (Foto di Paolo Calza)

GORIZIANon tutti sanno che canzoni straordinarie portate al successo da De Andrè e Mannoia come 'Don Raffaè', 'Quello che non ho' e 'Il Cielo d'Irlanda' sono state scritte da Massimo Bubola. E sarà proprio lui che le riproporrà a margine del concerto 'Da Caporetto al Piave' che si svolgerà martedì 21 agosto, alle 20.30, nel Parco del municipio di Gorizia. Nel corso della serata che fa parte delle iniziative per il Centenario della Grande guerra, organizzate dal Comune  di Gorizia e  finanziate dalla Regione, Bubola darà voce a brani di grande intensità come 'Ta pum', 'La Tradotta', 'Il testamento del Capitano', 'Era una notte che pioveva', 'Monte Canino' e proporrà anche sue nuove composizioni.

L'INQUADRAMENTO STORICO E LE FONTI LETTERARIE - In questo lavoro di ricostruzione storico-filologica di quel repertorio, Bubbola riprende e arrangia, grandi brani tradizionali, fra cui anche 'Era una notte che pioveva', 'Monte Canino', 'Sul Ponte di Perati', 'Monti Scarpazi', 'Bombardano Cortina', 'Ponte de Priula', 'Il disertore' e 'Adio Ronco' e propone anche sue nuove composizioni, che nei testi riprendono i temi della Grande Guerra e musicalmente ripercorrono le belle melodie (con vibranti punte nell’elettrico e dolcissime escursioni nell’acustico) con brani come 'Rosso su Verde', 'Noi veniàm dalle pianure', 'Neve su neve', 'Da Caporetto al Piave', 'Vita di trincea'. Massimo introdurrà le canzoni e coglierà l'occasione per un inquadramento storico antropologico della Grande Guerra parlando di molti aspetti: dai trasferimenti, alla vita di trincea, delle paure, dei sentimenti, delle lontananze, e delle malinconie dei soldati, usando un linguaggio semplice, ma fortemente emotivo, illustrando il grande e drammatico scenario per raggiungere anche un pubblico di neofiti e con scarsa conoscenza di quegli eventi.