25 settembre 2018
Aggiornato 01:00

Emergenza migranti: i rinforzi non sono la soluzione alla carenza di personale

Il Silp si augura che "il personale aggregato sia stato anche informato dei rischi di natura sanitaria ai quali va incontro percorrendo le zone boschive"
Emergenza migranti: i rinforzi non sono la soluzione alla carenza di personale
Emergenza migranti: i rinforzi non sono la soluzione alla carenza di personale (Diario di Trieste)

TRIESTE - «Come già annunciato (e pianificato), il Ministero ha inviato in aggregazione personale del Reparto Prevenzione Crimine e del Reparto Mobile per incrementare la sorveglianza gli ex valichi e quindi intercettare possibili passeur e migranti trafficati (e non)». Lo scrive in una nota il sindacato Fvg del Silp-Cgil precisando che «sono una cinquantina gli uomini tra agenti e militari che sono stati 'spediti' sull'ex confine italo-sloveno, venti in più rispetto al contingente dislocato il 9 luglio scorso».

INUTILE ALLARMISMO - Il sindacato di polizia ricorda che «l'operazione è stata pianificata e disposta dalla Questura d'intesa con la Prefettura, certamente non grazie alle pressanti ed allarmistiche sollecitazioni di qualcuno (visto che i numeri dicono altro)», sottolineando che «di sicuro l'ausilio del personale aggregato, sarà, come lo è già stato, di grande aiuto a quello locale, ma al di là dei costi (indennità di ordine pubblico fuori sede, costi per l'alloggiamento, ecc.), non riteniamo che simili iniziative, possano in sé risolvere la questione della carenza di personale, mezzi e strutture che si sta evidenziando, anche dal punto di vista organizzativo».

RISCHI SANITARI - Infine, il Silp si augura che «il personale aggregato sia stato anche informato dei rischi di natura sanitaria ai quali va incontro percorrendo le zone boschive (animali selvatici e parassiti es. zecche), in virtù anche del fatto che l'Ufficio Sanitario Provinciale della Polizia è oramai ridotto all'osso a causa della prossima mancanza di medici e personale tecnico sanitario».