17 novembre 2018
Aggiornato 16:00

Lavoro: primo protocollo d'intesa Regione-agenzie interinali

L'obiettivo è agevolare la ricollocazione di persone in cerca di occupazione
Lavoro: primo protocollo d'intesa Regione-agenzie interinali
Lavoro: primo protocollo d'intesa Regione-agenzie interinali (O.L.)

TRIESTE - Un protocollo d'intesa tra Regione e agenzie per il lavoro private per la ricollocazione di persone in cerca di occupazione. È quanto prevede la delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta dell'assessore al Lavoro, Formazione, Istruzione, Ricerca, Università Alessia Rosolen. 'Il protocollo - spiega Rosolen - sancisce una collaborazione finora inedita tra i servizi pubblici per l'impiego, i 18 Centri per l'impiego sul territorio, e gli operatori provati per creare un sistema coeso, inclusivo, coerente, che punti a qualificare le competenze professionali e allo stesso tempo aumenti i livelli di competitività delle aziende».

Il protocollo prevede una sinergia nella promozione delle attività formative e di preselezione nonché nei percorsi di formazione e reinserimento nel mondo del lavoro; un percorso «antesignano e propedeutico - indica Rosolen - ad altre collaborazioni tra pubblico e privato, tra gli altri, consulenti del lavoro, patronati, istituti nazionali, sindacati associazioni, perchè nella gestione della cosa pubblica l'intervento dei privati, se coordinato correttamente, costituisce un valore aggiunto preziosissimo». "Stiamo rimettendo al centro dell'azione politica - commenta l'assessore - la persona e il suo percorso formativo, partendo dalla scuola e dai centri di formazione per proseguire con l'università, fino all'inserimento nel mondo del lavoro». Secondo l'amministrazione regionale «i Centri per l'impiego e le aziende provate devono lavorare assieme, essere complementari, scambiarsi informazioni e consulenze perchè l'unico obiettivo comune è erogare servizio a chi cerca lavoro».

«L'idea che pubblico e privato sono monoliti in contrapposizione - rileva l'assessore - appartiene a una visione del mondo che speravo fosse superata: il pubblico non può e non deve abdicare al suo ruolo di garante, ma non deve chiudersi ai contributi esterni perchè ciò significherebbe limitare il proprio raggio d'azione e rinunciare a opportunità importanti». «Le politiche per il lavoro hanno bisogno di concretezza e tempi rapidi: anche da questo punto di vista avviare per la prima volta un percorso condiviso con i privati significa uscire da un perimetro storicamente presidiato esclusivamente dalla Regione e muovere un passo deciso - conclude Rosolen - per avvicinare domanda e offerta nel mercato del lavoro».