25 settembre 2018
Aggiornato 01:30

Stupro di Jesolo, fermo convalidato. Il 25enne si difende: «E' stato un rapporto consenziente»

Dal canto loro gli investigatori parlano di «prove schiaccianti e inequivocabili», esito dell'indagine che ha portato al fermo convalidato in arresto dal Gip Roberta Marchiori di Mohamed Gueye
Stupro di Jesolo, fermo convalidato. Il 25enne si difende: "E' stato un rapporto consenziente"
Stupro di Jesolo, fermo convalidato. Il 25enne si difende: "E' stato un rapporto consenziente" (shutterstock | kittirat roekburi)

TRIESTE - E’ stato convalidato il fermo (tramutato dal Gip in arresto) del 25enne senegalese accusato di aver abusato di una 15enne triestina in spiaggia a Jesolo. Intanto l’uomo conferma il rapporto che dice essere stato consenziente.

GLI INVESTIGATORI - Dal canto loro gli investigatori parlano di «prove schiaccianti e inequivocabili», esito dell'indagine che ha portato al fermo convalidato in arresto dal Gip Roberta Marchiori di Mohamed Gueye. Sull'inchiesta, coordinata dal Pm Massimo Michelozzi, resta il massimo riserbo per tutelare la minore ma anche per favorire la Procura nel sostenere l'accusa. L'uomo è conosciuto nel mondo della malavita come 'Mario', per la sua somiglianza con Balotelli e per il suo fanatismo calcistico, o più semplicemente 'Momo'. Dagli investigatori è definito violento e aggressivo, dotato peraltro di un fisico notevole. L'uomo oscillava tra le piazze di Jesolo e Mestre (dove è stato fermato) e aveva diversi precedenti.

RAPPORTO CONSENZIENTE - Nel corso dell'interrogatorio di garanzia Gueye, secondo il suo legale, Jacopo Stefani, avrebbe sostenuto che il rapporto sessuale sarebbe stato consenziente. Ha avuto la possibilità di dire «la sua verità, quella che fin dall'inizio voleva dire. Ritengo - ha aggiunto - stando all'esito dell'interrogatorio, che sia coerente; che il rapporto sia stato consenziente, escludendo in questo modo qualsiasi violenza sessuale. La versione da lui fornita - ha sottolineato - è più coerente rispetto al corredo indiziario negli atti, più coerente anche della versione data dalla persona offesa». Il legale non ha voluto invece parlare delle motivazioni della convalida del fermo, trasformato in arresto. Stefani ieri aveva trascorso oltre quattro ore in carcere per parlare con Gueye e concordare la linea difensiva. Il senegalese avrebbe anche chiesto notizie della moglie italiana e della figlia. Nozze che hanno evitato a Gueye di essere espulso per una serie di reati per i quali era stato indagato e che lo avevano fatto finire in una lista di circa 350 fotografie tra le quali la 15enne lo ha riconosciuto come l'aggressore.

COMUNE PARTE CIVILE - Intanto è anche arrivata la decisione dell’amministrazione comunale di Jesolo di volersi costituire parte civile nell'eventuale processo. «La decisione di costituirci parte civile non solo è giusta ma è soprattutto doverosa - commenta il sindaco, Valerio Zoggia -. Di fronte al riprovevole episodio che ha macchiato la nostra città, intendiamo rispondere con forza». Dietro a questo provvedimento, aggiunge, «non c'è solo l'amministrazione, il Comune, ma tutti i cittadini jesolani che sono stati colpiti dalla notizia di questa vicenda. Desideriamo sottolineare, anche con questo atto, la nostra vicinanza alla giovane e alla sua famiglia - conclude - e ribadire ancora una volta il massimo impegno dell'amministrazione, della Polizia locale e di tutte le Forze dell'Ordine per garantire ogni giorno la sicurezza su tutto il territorio. Su questa linea siamo determinati».