19 novembre 2018
Aggiornato 08:30

Migranti: il sistema dell'accoglienza si difende dalle critiche

Chi si occupa di accoglienza in città spiega quello che è accaduto qualche giorno fa sulle Rive
Migranti: il sistema dell'accoglienza si difende dalle critiche
Migranti: il sistema dell'accoglienza si difende dalle critiche (Fb)

TRIESTE - «Troviamo offensivo e molto poco rispettoso tutto questo parlare dei soldi buttati per l'accoglienza e chiediamo alle istituzioni di questa città almeno di riconoscere il lavoro che viene svolto quotidianamente e di non condannarlo se si verificano situazione straordinarie come le attuali». E' quanto affermano in una nota congiunta Consorzio Italiano di Solidarietà - Ufficio Rifugiati di Trieste, Fondazione Caritas Trieste, La Collina, Lybra e Duemilauno Agenzia Sociale, dopo le recenti polemiche sulla presenza di richiedenti asilo lungo le rive cittadine. «Se poi la richiesta a chi lavora nell'accoglienza è quella di indovinare il momento in cui gli arrivi si intensificheranno o di presagire quando i colli di bottiglia congestioneranno il sistema lasciando persone per strada - prosegue la nota - va da sé quale possa essere l'unica risposta possibile».

A Trieste, precisano, esiste un sistema strutturato di accoglienza in grado di attivarsi tempestivamente e in maniera organizzata in circostanze di emergenza come quella verificatasi tra il 23 e il 25 agosto, quando gli arrivi si sono intensificati. «In questa occasione abbiamo individuato, in poco più di 24 ore, 50 posti letto oltre a quelli ordinariamente previsti per l'accoglienza dei richiedenti asilo». A Trieste, rincarano, «esiste un sistema locale, frutto di un lavoro quotidiano serio, organizzato e trasparente, le cui procedure e modalità di controllo sono state messe a punto progressivamente fin dal 2011, grazie a un impegno congiunto con la Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Trieste e, fino al 2016, anche con il Comune di Trieste, che aveva sino ad allora piena titolarità di azione come soggetto attuatore degli interventi di accoglienza e protezione di tutti i richiedenti asilo presenti sul territorio». A far funzionare questo complesso sistema, aggiungono, «sono moltissimi lavoratori, preparati e presenti che, adempiendo al proprio mandato, cercano di rispondere velocemente e nel migliore dei modi proprio per far sì che, se ci sono persone che dormono per strada, ciò si verifichi almeno per un tempo brevissimo».

In merito alle «poche persone già inserite nell'accoglienza che sono state trovate sulle rive - rimarcano - è difficile pensare che preferiscano il marciapiede a una casa, se non per restare vicino a persone care, che, appena arrivate, una casa non ce l'hanno ancora». Il sistema, conclude la nota, «funziona ma devono combaciare tempi di arrivo, sistemazioni di 'emergenza', trasferimenti ad altra destinazione o inserimenti nell'accoglienza: questo talvolta non si verifica e anche un meccanismo così ben congegnato si inceppa»