25 settembre 2018
Aggiornato 01:30

Associazione degli Esuli: «La revoca dell'onorificenza a Tito sia bipartisan»

L'auspicio è che possa esserci un confronto tra le parti politiche in modo da arrivare a una richiesta condivisa
Associazione degli Esuli: «La revoca dell'onorificenza a Tito sia bipartisan»
Associazione degli Esuli: «La revoca dell'onorificenza a Tito sia bipartisan» (ANSA)

TRIESTE - La mozione dell'assessore della Regione Fvg, Pierpaolo Roberti, che mira a revocare l' onorificenza al Merito della Repubblica Italiana conferita a Josip Broz Tito nel 1969, «dovrebbe essere caratterizzata da uno spirito bipartisan». Lo afferma in una nota l'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, una delle sigle associative degli esuli istriani, fiumani e dalmati, ricordando di aver chiesto già nel maggio 2013 all'allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di revocare il riconoscimento. Da allora, «sono cadute nel vuoto le richieste del mondo della diaspora adriatica affinché un'iniziativa parlamentare modificasse la procedura inerente tale onorificenza e si potesse così provvedere alla revoca non solo nel caso del dittatore jugoslavo, le cui responsabilità nei massacri delle foibe e nell'esodo dei nostri connazionali del confine orientale sono ormai acclarate, ma pure con riferimento ad eventuali altri insigniti dimostratisi poi indegni del riconoscimento, anche post mortem».

La mozione dell'assessore Roberti, ricorda la nota, «potrebbe andare finalmente in questa direzione, ma non vorremmo che si trattasse di un'estemporanea iniziativa, presentata in piena estate e senza un adeguato lavoro preparatorio con le diverse componenti del Consiglio regionale e con l'associazionismo giuliano-dalmata». Lo spirito bipartisan, sostiene l'Associazione, «che dovrebbe caratterizzare siffatta istanza è già stato compromesso dalla dichiarazione del consigliere Furio Honsell, il quale ha rispolverato come un merito capace di sanare i crimini compiuti nella fase finale della Seconda guerra mondiale l'ambiguo ruolo di Tito nella Guerra fredda. Auspichiamo che le parti politiche riescano a confrontarsi serenamente su questa tematica, affinché, anche con il coinvolgimento di tutte le associazioni degli esuli, venga elaborata una richiesta condivisa di modifica di una legge che consente di ritenere un benemerito della Repubblica chi si macchiò di tanti crimini nei confronti di migliaia di nostri connazionali e perseguì, dietro il paravento della lotta antifascista e di liberazione nazionale, un violento progetto annessionista nei confronti di terre di cultura, lingua e tradizione italiana», conclude la nota.