25 settembre 2018
Aggiornato 19:00

Scoccimarro: «Abbiamo cambiato rotta a 180° sul tema della Ferriera di Servola»

L'assessore regionale ha riepilogato le nuove azioni condotte dalla Regione, tra cui spiccano le nuove prescrizioni anti spolveramento
Scoccimarro: «Abbiamo cambiato rotta a 180° sul tema della Ferriera di Servola»
Scoccimarro: «Abbiamo cambiato rotta a 180° sul tema della Ferriera di Servola» (RFvg)

TRIESTE - «Questa amministrazione regionale ha cambiato rotta a 180 gradi sul tema della Ferriera di Servola con l'obiettivo giungere in tempi brevi alla chiusura dell'area a caldo: in questo contesto chiaro a tutti il confronto di oggi con le associazioni attive sul tema della salute dei cittadini di Trieste è stato costruttivo e aperto». Così l'assessore regionale all'Ambiente ed Energia Fabio Scoccimarro ha commentato l'esito della riunione a Trieste con i sodalizi cui ha consegnato il testo dello studio pilota di monitoraggio biologico umano tra i cittadini residenti in prossimità delle aree industriali di Servola e della centrale termoelettrica A2A di Monfalcone commissionato dalla Regione nel 2016. Nel contempo, l'assessore ha riepilogato le nuove azioni «condotte dall'attuale amministrazione regionale, tra cui spiccano le nuove prescrizioni anti spolveramento con cui è stata integrata l'Aia», Autorizzazione integrata ambientale.

Scoccimarro ha ricordato che «per la prima volta dopo due anni si è provveduto a redigere, in soli undici giorni, Ferragosto compreso, prescrizioni che, se non ottemperate, genereranno diffide. Queste ultime possono portare, in caso di violazioni reiterate, anche alla sospensione dell'Aia, che avrebbe peraltro effetto anche sul laminatoio». Altro aspetto evidenziato dall'assessore, «l'aver ottenuto da Roma che le riunioni nell'ambito della conferenza dei servizi si tengano a cadenza più serrata, quindi mensile, nella capitale stessa e a Trieste». Per quanto riguarda l'inquinamento acustico prodotto dallo stabilimento siderurgico, Scoccimarro ha puntualizzato il quadro delle responsabilità istituzionali. «Il principio vigente - ha precisato - è quello della leale collaborazione tra le amministrazioni. Pertanto, non è vero che se il Comune non pubblica il Piano di classificazione, allora subentra la Regione; quest'ultima ha, invece, il compito di supportare il Comune nella stesura del piano e solo qualora quest'ultimo risulti inadempiente si può procedere alla diffida e al commissariamento».

Altro tema affrontato nella riunione è quello degli odori. «Manca una normativa di riferimento, ma è imminente - ha reso noto Scoccimarro - la sottoscrizione di due accordi distinti con l'Università di Trieste - rispettivamente con i dipartimenti di Ingegneria e Architettura e di Scienze chimiche e farmaceutiche, per poterci avvalere delle consulenze di Marco Boscolo e di Pierluigi Barbieri, quest'ultimo tra i massimi esperti nazionali nel campo degli odori. Barbieri, insieme ad Arpa, contribuirà a formulare prescrizioni per mitigare l'impatto odorigeno». Sullo studio di monitoraggio biologico umano le associazioni civiche e ambientalistiche hanno espresso, nell'incontro odierno, forti perplessità. Scoccimarro ha chiarito che «si è trattato di un'iniziativa ereditata dalla precedente Amministrazione, del cui esito prendiamo atto. Valuteremo - ha detto l'assessore - l'opportunità di un secondo studio che sia esaustivo e soprattutto certificato nei metodi e nelle tecnologie utilizzate. Proprio sul tema della salute - ha concluso Scoccimarro - ho già dato mandato ai funzionari di relazionarmi sullo stato di avanzamento dei lavori previsti dal Protocollo sottoscritto con l'Istituto superiore di sanità».