25 settembre 2018
Aggiornato 01:00

Sanità, Spitaleri: «Contro-riforma ferma ai primi 5 articoli»

Per il segretario jdem, pare rimanga ancora da metter mano sugli altri 50 articoli, quelli che parlano di come si eroga concretamente l’assistenza
Sanità, Spitaleri: «Contro-riforma ferma ai primi 5 articoli»
Sanità, Spitaleri: «Contro-riforma ferma ai primi 5 articoli» (Pd)

TRIESTE - «Al tavolo dei saggi sono state portate due ipotesi di riforma note da un po' nel mondo della sanità regionale, quindi il documento presentato al presidente e all'assessore potrebbe già essere reso pubblico, per trasparenza. Si tratta, in sostanza, di una modifica dei primi 5 articoli della riforma, che disegnano il quadro generale, mentre pare rimanga ancora da metter mano sugli altri 50 articoli, quelli che parlano di come si eroga concretamente l’assistenza». Lo afferma il segretario regionale del Pd Salvatore Spitaleri, commentando l'incontro tra il presidente della Regione e l'assessore alla Sanità, Massimiliano Fedriga e Riccardo Riccardi, con i 'saggi' incaricati di proporre un nuovo assetto per la sanità regionale, i quali hanno elaborato un primo documento che è stato sottoposto ai vertici dell'amministrazione regionale. 

VANNO RISOLTI I PROBLEMI REALI - «Gli operatori già sanno - continua Spitaleri - che le ipotesi prevedano l'alternativa tra un'azienda unica territoriale con tre aziende ospedaliere guidate dai tre ospedali hub e tre aziende uniche integrate (ex aree vaste) che di fatto sono un’evoluzione dell’attuale riforma. A ciò si aggiunge, al posto di Egas, un’azienda tipo agenzia o azienda zero del Veneto. Sono questioni che appassionano solo gli addetti ai lavori e chi è interessato alle eventuali future nomine nelle direzioni aziendali. È perciò legittimo chiedersi se i saggi abbiano cominciato ad affrontare i problemi che più interessano ai cittadini»«Ai cittadini interessa conoscere le soluzioni che sono state proposte per ridurre gli affollamenti nei pronto soccorso, accorciare le liste d’attesa, tagliare i ritardi veri o presunti delle ambulanze, decidere se l'elisoccorso notturno è utile o inutile (come sosteneva il centrodestra). E poi, che fare dei punti nascita e dei Cap, oppure del potenziamento dei piccoli ospedali annunciato da Fedriga. Sarebbe interessante sapere se i saggi si sono espressi su questi argomenti, perché dopo le elezioni sono sparite dal dibattito tutte le criticità che hanno utilizzato in campagna elettorale sono spariti. Erano problemi reali o no? E i saggi quali soluzioni hanno trovato?».

«IL CENTRODESTRA MANCA DI CONCRETEZZA» - «Non si può gettare la responsabilità sui saggi - precisa Spitaleri - ma si deve invece evidenziare che a 5 mesi dal voto e dopo 5 anni di opposizione, il centrodestra pare non riesca a esprimere proposte concrete. Nel frattempo le aziende sono in piena paralisi a seguito degli ordini ricevuti da Fedriga e Riccardi, di non fare alcun atto che possa contrastare con una nuova programmazione che ancora nessuno conosce. Si parla addirittura di commissari in arrivo nelle aziende". "Se perdura questa inerzia rischia di creare danni - aggiunge Spitaleri - ai cittadini e pazienti, perché agli operatori la sta già creando anche per le incertezze sui cambiamenti degli assetti. Nell’azienda di Udine è stato addirittura sospeso l’atto aziendale e l’organizzazione è  paralizzata. Intanto, a livello nazionale, il ministro della Salute sollecita gli interventi sui piani di rientro degli ospedali che può mettere a rischio molte strutture della regione, se - conclude - non si fanno le scelte opportune».