25 settembre 2018
Aggiornato 19:00

Ronde anti-prostituzione: la condanna di Anpi e sindacati

Per Fabio Vallon si tratta della "riedizione locale delle squadracce fasciste". Critico anche il segretario regionale Silp Cgil Fvg, Michele Tarlao
Ronde anti-prostituzione: la condanna di Anpi e sindacati
Ronde anti-prostituzione: la condanna di Anpi e sindacati (Fn)

TRIESTE - L'Anpi di Trieste «guarda con estrema preoccupazione la riedizione locale delle squadracce fasciste rinominate 'ronde', operata dai neofascisti di Forza Nuova». Così il presidente del Comitato provinciale Anpi, Fabio Vallon, dopo che una decina di militanti di Forza Nuova, alcuni di loro con casacche rosse, sono scesi venerdì notte in pattuglia nei dintorni della stazione di Trieste «dopo aver avuto segnalazioni di casi di prostituzione minorile", "fra ragazze triestine", "disposte a concedersi in cambio di pochi euro" a "stranieri di origine africana».

Iniziative come quella di Forza Nuova a Trieste, non sono soltanto «censurabili per motivi tecnici e giuridici», ma anche «pericolose sia per chi le pone in essere sia per il comune cittadino, come più volte ribadito dai responsabili della sicurezza della città (Prefetto e Questore)». Lo afferma in una nota il segretario regionale Silp Cgil Fvg, Michele Tarlao, commentando la notizia sulle ronde di Fn nel capoluogo. Simili azioni, avverte, «sono in primo luogo illegali e potrebbero facilmente degenerare nella commissione di alcuni reati» e «potrebbero esporre gli stessi cittadini, che partecipano volontariamente ai 'pattugliamenti', a concreti rischi, mancando, tra l'altro, di quei requisiti soggettivi e di formazione professionale». Per le modalità con cui vengono inoltre svolte, prosegue, «tali attività potrebbero screditare, ostacolare, e in taluni casi, vanificare, il nostro lavoro e quello delle altre Forze di Polizia, interferendo con le operazioni cui siamo istituzionalmente preposti e che cerchiamo di svolgere con costante impegno e continui risultati".

Le uniche attività consentite, ricorda il segretario regionale del Sindacato Italiano Lavoratori di Polizia, «sono quelle degli Osservatori Volontari della Sicurezza", previste e disciplinate esclusivamente nelle forme e con le modalità stabilite dalle norme vigenti». Ora, conclude, «attendiamo che i nostri vertici, assieme alla società civile (e politica) prendano una netta posizione a tutela dell'Ordine e Sicurezza pubblica che noi ci sentiamo in dovere di tutelare in ossequio alle leggi che abbiamo giurato di difendere»