24 settembre 2018
Aggiornato 13:30

Unione Europea, il "No" della Regione ai nuovi criteri di riparto dei fondi

I nuovi criteri comporterebbero per l'Italia e per il Friuli-Venezia Giulia in particolare, un taglio netto del 40% nella programmazione 2021-2027. "Il grido d'allarme - afferma l'assessore Pierpaolo Roberti - deve giungere forte a Bruxelles"
Bandiera dell' Unione Europea
Bandiera dell' Unione Europea (Regione Friuli-Venezia Giulia)

TRIESTE - La Regione si attiva per bloccare l'entrata in vigore dei nuovi criteri di riparto dei fondi europei che, facendo riferimento alla popolazione residente entro 25 chilometri dai confini terrestri e marittimi, comporterebbero per l'Italia, e per il Friuli Venezia Giulia in particolare, un taglio netto del 40% nella programmazione 2021-27, un gap decisamente troppo elevato rispetto a una media per gli altri stati del 12%.

DIALOGO CON BRUXELLES - «Il grido di allarme - afferma l'assessore regionale alle Politiche europee, Pierpaolo Roberti - deve giungere forte a Bruxelles e di questo il governatore Massimiliano Fedriga e l'intera Giunta Fvg se ne fanno immediato carico».

CONSEGUENZE DEL RIPARTO DEI FONDI - «I criteri che questa Unione europea vorrebbe imporre - aggiunge Roberti - sono estremamente penalizzanti per il nostro territorio che, dagli attuali 79 milioni di euro per il periodo 2014-20, rischia di vedersi quasi dimezzate le risorse messe a disposizione attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) per i programmi transfrontalieri (Interreg), in particolare quelli che ci vedono in partnership con Slovenia, Austria e Croazia che, progettualità vorrebbe, sono in fase di ulteriore espansione con una previsione di spesa già attestata sui 60 milioni di euro».

PROGETTI INTERREG - Il Friuli Venezia Giulia, evidenzia l'assessore, partecipa a 11 progetti Interreg su 19 che coinvolgono l'Italia, risultando la prima Regione in assoluto insieme al Veneto e occupandosi di argomenti di primaria rilevanza quali ricerca, innovazione, trasferimento tecnologico, sviluppo sostenibile con particolare attenzione alle politiche energetiche e ambientali, valorizzazione dei beni culturali e naturali anche in chiave turistica, connettività dei territori e cooperazione istituzionale.

TAGLIO TROPPO ELEVATO - «I tagli paventati dalla Ue sono troppo ingenti - sottolinea ancora Roberti - e, tra l'altro, riguardano pure la percentuale di finanziamento dei progetti che si ridurrebbe dall'85% al 70%. Davvero inaccettabile - prosegue l'assessore regionale - anche perché tali misure restrittive vorrebbero essere imposte alla vigilia di una tornata elettorale che invitiamo ad attendere prima di assumere decisioni così importanti e impattanti».

GIUNTA UNITA - «La Giunta regionale - afferma Roberti - sosterrà ogni azione, in sede tecnica e politica, per confermare l'autonomia della dimensione transfrontaliera marittima e gli spazi di cooperazione che vedono collaborazioni e opportunità estremamente interessanti per il Friuli Venezia Giulia. Così come - conclude - auspico faranno, con toni e modi appropriati, tutti gli attori trasversalmente interessati al benessere e allo sviluppo di questa regione».