17 novembre 2018
Aggiornato 16:00

Una proposta di legge per la modifica delle norme sull'edilizia sovvenzionata e le Ater regionali

I consiglieri regionali Claudio Giacomelli e Alessandro Basso hanno proposto un giro di vite sui requisiti di residenza sul territorio regionale al fine di garantire maggiore equità fra gli italiani e gli stranieri
Una proposta di legge per la modifica delle norme sull'edilizia sovvenzionata e le Ater regionali
Una proposta di legge per la modifica delle norme sull'edilizia sovvenzionata e le Ater regionali (ARC Montenero)

FVG - I consiglieri regionali Claudio Giacomelli e Alessandro Basso (FdI/AN) hanno depositato una proposta di legge di modifica della normativa sull'edilizia sovvenzionata e le Ater regionali.

La proposta di Fratelli d'Italia "porta da due a cinque anni il requisito di residenza sul territorio regionale - spiega Giacomelli - così come avviene già per la Regione Veneto e per la Regione Toscana. Tale limite è riconosciuto dall'Unione Europea come lasso di tempo necessario al fine di ottenere lo status di soggiornante di lungo periodo e il conseguente diritto per l'accesso all'edilizia pubblica». "Inoltre - prosegue Giacomelli - l'obbligo di residenza in regione non sarà più richiesto al solo richiedente, bensì sarà esteso alla totalità dei membri del nucleo familiare, fatta eccezione per i minori». Giro di vite anche per quanto riguarda le occupazioni abusive, infatti "saranno esclusi dall'assegnazione dell'alloggio - assicura il consigliere - coloro i quali siano stati condannati per l'occupazione abusiva di proprietà, ai sensi dell'articolo 633 del codice penale, nei precedenti dieci anni". 

Altre norme saranno inserite sulla base di due proposte, già presentate nella precedente legislatura, dall'ex consigliere regionale, e ora capogruppo al Senato di Fratelli d'Italia, Luca Ciriani. "Per quanto riguarda i cittadini stranieri - afferma Alessandro Basso - non sarà più consentita un'autocertificazione su eventuali proprietà all'estero, bensì sarà necessaria una certificazione». "Inoltre - continua il consigliere pordenonese - i Comuni e le ATER saranno tenuti a favorire un processo di integrazione mediante la composizione in modo eterogeneo dei blocchi abitativi. In questo modo vogliamo mirare ad un miglioramento dell'integrazione sociale all'interno delle abitazioni popolari, oltre a evitare la creazione di ghetti o l'effetto 'banlieue' francesi".

Infine verrà inserita una norma al fine di garantire maggiore equità fra gli italiani e gli stranieri, stabilendo che "la percentuale degli inquilini senza cittadinanza italiana non possa superare la percentuale dei residenti stranieri in regione, in base ai dati forniti dall'ISTAT. In questo modo - conclude Giacomelli - i cittadini italiani non saranno più penalizzati nell'ottenimento degli alloggi di edilizia popolare, trasformando in realtà un concetto che Fratelli d'Italia porta avanti da anni: Prima gli italiani".