17 novembre 2018
Aggiornato 22:30

Gorizia, Cecilia Seghizzi diventa una supercentenaria italiana e spegne 110 candeline

Il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, ha portato gli auguri della città alla grande artista: «È una donna straordinaria dalla grande personalità, esempio per le giovani generazioni»
Gorizia, Cecilia Seghizzi diventa una supercentenaria italiana e spegne 110 candeline
Gorizia, Cecilia Seghizzi diventa una supercentenaria italiana e spegne 110 candeline (Comune di Gorizia)

GORIZIA - La goriziana Cecilia Seghizzi ieri, 5 settembre, ha compiuto 110 anni diventando così una supercentenaria italiana. "Sono onorato di aver portato gli auguri della città a Cecilia Seghizzi, persona davvero straordinaria che rappresenta sicuramente il meglio di Gorizia». Questo il commento del sindaco, Rodolfo Ziberna che, insieme agli assessori al welfare, Silvana Romano e alla cultura, Fabrizio Oreti, ha visitato la grande artista nel giorno del suo 110° compleanno, regalandole un mazzo di fiori. "Cecilia rappresenta un grande esempio per le giovani generazioni - rimarca il sindaco - perchè è una persona che ancora oggi mantiene intatta la curiosità per la vita e le sue cose belle. È questo che aiuta a mantenersi giovani nello spirito e nella mente e da Cecilia arriva un grande insegnamento".

BIOGRAFIA DI UNA SUPERCENTENARIA - Cecilia Seghizzi Campolieti è una compositrice, pittrice e didatta italiana. Figlia del compositore e maestro di cappella Cesare Augusto Seghizzi, uno dei più apprezzati elaboratori del canto popolare friulano, nasce a Gorizia il 5 settembre 1908.
Dopo l'esilio al Campo profughi di Wagna in Austria durante il primo conflitto mondiale, fu avviata allo studio del violino dal maestro Alfredo Lucarini e si diplomò a pieni voti al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. In questo periodo svolge un’intensa attività concertistica da solista e in formazione da camera con il pianista Luigi Campolieti.
Negli anni trenta alternò l'attività concertistica all'insegnamento nella scuola media e nella scuola di musica. Iniziò nel frattempo a dedicarsi alla composizione, portando a compimento gli studi con il diploma presso il conservatorio Giuseppe Tartini di Trieste sotto la guida di Vito Levi.
Negli anni cinquanta fondò e diresse il Complesso polifonico goriziano, con il quale vinse il primo premio al concorso polifonico nazionale di Brescia. Al riconoscimento seguirono una serie di concerti e di registrazioni per importanti sedi sia in patria che all'estero. Nel 1953 e nel 1954 viene premiata ai concorsi di composizione indetti dalla Società filologica friulana.

Nell’arco della sua carriera musicale ha continuato ad indirizzare i suoi interessi verso la vocalità corale facendo parte fin dal 1961 – anno della sua istituzione – della commissione artistica del Concorso internazionale di canto corale 'Cesare Augusto Seghizzi'. La Lirica da camera su versi di grandi poeti del Novecento, fra i quali il gradese Biagio Marin, Umberto Saba e Giuseppe Ungaretti, ricopre un ruolo significativo e costituisce una parte importante della sua produzione, che comprende oltre 130 composizioni: liriche per canto e pianoforte; musica sacra corale (messe in latino, in friulano, in Lingua ladina, e mottetti); musica corale per voci miste, per voci femminili, per voci maschili; composizioni vocali profane di vario genere; musica da camera; composizioni per pianoforte. È proprio nella musica corale che appare un gusto maggiore per sonorità ardite e ritmi incalzanti, sbalzi umoristici e leggeri, che la avvicinano, per certi versi, ad Alfredo Casella, Paul Hindemith, Giulio Viozzi. Il suo stile, decisamente conservatore, nei momenti più avanzati si ricollega al neoclassicismo, e non vi è traccia alcuna delle innovazioni apportate dalle avanguardie musicali a partire dagli anni trenta.