18 novembre 2018
Aggiornato 15:00

Ferriera di Servola: accolta petizione di 1200 cittadini, il lavoro passa alla Giunta

La petizione accolta impegna il presidente della Regione a mettere in atto le procedure per la dismissione dell'area a caldo della Ferriera di Servola e sua riconversione in attività compatibili con il tessuto urbano
Ferriera di Servola
Ferriera di Servola (Regione Friuli-Venezia Giulia)

TRIESTE - La IV Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Piero Camber (FI), ha accolto a maggioranza e trasmesso alla Giunta regionale la petizione sottoscritta da oltre 1200 cittadini, con la quale si impegna il presidente della Regione - Commissario straordinario per il S.I.N di Trieste - a mettere immediatamente in atto le procedure per la dismissione dell'area a caldo della Ferriera di Servola e per la sua riconversione in attività compatibili con il limitrofo tessuto urbano, densamente antropizzato, stante le numerose e continue esternalità negative causate dalla stessa, insufficientemente mitigate dall'AIA in vigore e quotidianamente evidenziate dalla popolazione.

PRIMA FIRMATARIA - L'organismo consiliare, alla presenza dell'assessore Fabio Scoccimarro, aveva in precedenza audito la prima firmataria della petizione, la presidente dell'associazione Nosmog Alda Sancin, che ha relazionato sui disagi psicologico-sanitari ed economici lamentati dai cittadini, ricordando le ragioni che hanno portato alla presentazione della petizione.

COSA FARE - Sulla Ferriera, l'assessore Scoccimarro ha ribadito l'obiettivo della Giunta che è quello di giungere in accordo con la proprietà e in tempi brevi alla chiusura dell'area a caldo, prevedendo la contestuale riconversione d'utilizzo della stessa per garantire i livelli occupazionali.

AZIONI DELL'AMMINISTRAZIONE - L'assessore ha quindi ricordato le nuove azioni condotte dall'attuale Amministrazione regionale, tra cui spiccano le nuove prescrizioni anti spolveramento con cui è stata integrata l'Aia, Autorizzazione integrata ambientale, che se non ottemperate potranno generare diffide. Parallela è la richiesta che le riunioni nell'ambito della conferenza dei servizi si tengano a cadenza più serrata, quindi mensile, nella capitale stessa e a Trieste.

COMUNICAZIONE DI ARVEDI - Scoccimarro ha poi comunicato alla Commissione di aver ricevuto una comunicazione dal gruppo Arvedi, nella quale, senza mettere in discussione la linea politica della Giunta, la proprietà dello stabilimento ha precisato di operare con la legittimità propria dell'iniziativa imprenditoriale, avvalorata dall'autorizzazione integrata ambientale (AIA) le cui prescrizioni vengono puntualmente ottemperate.

INTERVENTO SANTORO - Nel corso del dibattito la consigliera Mariagrazia Santoro (Pd) ha chiesto delucidazioni sull'ipotesi di governance che l'attuale amministrazione regionale intende portare avanti  richiedendo chiarimenti anche sull'attività e i compiti del Commissario straordinario.

COLLOQUIO CON FEDRIGA - Andrea Ussai (M5S) definendo "pavida" la politica sin qui condotta sul tema, sia a livello comunale che regionale, ha richiesto formalmente un'audizione con il presidente della Regione per capire, in particolare, quali prospettive ci siano sulla futura ricollocazione dei lavoratori anche in relazione alla prospettata riconversione dell'area per finalità portuali.

DIALOGO A PIU' VOCI - Allargare le audizioni a più soggetti, tra i quali, il presidente della Regione nella sua veste di Commissario, la proprietà, l'Arpa e l'Azienda sanitaria è stata la richiesta avanzata da Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), Diego Moretti (Pd), Nicola Conficoni (Pd) e Tiziano Centis (Cittadini) che avevano auspicato che questo passaggio avvenisse prima del pronunciamento definitivo della Commissione sulla petizione. Anche Massimo Moretuzzo (Patto Autonomia) ha richiesto un incontro con il presidente della Giunta per capire quale sia il percorso politico tracciato per giungere alla chiusura dell'area a caldo dello stabilimento.

BONIFICA DELL'AREA - Nel corso del dibattito Stefano Turchet (Lega) ha evidenziato, tra l'altro, anche il problema della bonifica dell'area che in futuro potrebbe essere dismessa, mentre Claudio Giacomelli (FdI/An) ha posto l'attenzione sulle problematiche di tipo legale legate al tema, non escludendo la possibilità di ricorrere a una consulenza specifica in materia di diritto ambientale e comunitario che definisca il margine legale di manovra dell'amministrazione regionale.

TEMA COMPLESSO - Di fronte alla complessità giuridica del tema, per Antonio Calligaris (Lega), corretta è stata la decisione presa dalla Commissione di affidare alla Giunta la petizione, così come per Lorenzo Tosolini (Lega), per il quale il percorso avviato dall'esecutivo è pienamente condivisibile.