25 settembre 2018
Aggiornato 01:00

Scuola, dalla Regione una fitta rete di sostegno alle famiglie

Vi sono a disposizione 5,2 milioni di euro destinato al Fondo per l'abbattimento rette. L'assessore alla Famiglia Alessia Rosolen rassicura: "Intendiamo realizzare una rete di servizi omogenea e capillare, che sia a fianco di tutte le famiglie"
Aiuto economico alle famiglie da parte della Regione
Aiuto economico alle famiglie da parte della Regione (Shutterstock.com)

TRIESTE - «Stiamo facendo un'analisi accurata di tutti i diversi strumenti a supporto delle famiglie, anche in un'ottica di semplificazione, e parallelamente stiamo studiando altre forme di aiuto, che riguarderanno non solo i servizi per la prima infanzia ma, più in generale, saranno rivolti a tutte le famiglie di tutte le età, dando vita sul territorio ad una rete di protezione, che sia efficace, efficiente, funzionale e di facile accesso».

CONTRIBUTO A FAMIGLIE IN DIFFICOLTA' - Lo ha annunciato oggi l'assessore alla famiglia, Alessia Rosolen, al termine dell'odierna riunione della Giunta regionale nel corso della quale sono stati intanto rideterminati, per l'anno educativo 2018-2019, gli importi mensili destinati a famiglie con Isee inferiore a 30mila euro quale contributo per la frequenza dei figli ai servizi educativi per la prima infanzia, erogati da soggetti accreditati, sia pubblici che privati.

ABBATTIMENTO RETTE - Complessivamente vi sono a disposizione oltre 5,2 milioni di euro, che il bilancio regionale ha destinato allo specifico Fondo per l'abbattimento delle rette, a suo tempo definito con la legge 20 del 2005 che disciplina il "Sistema educativo integrato dei servizi per la prima infanzia». «Con questa somma - fa sapere Rosolen - daremo una risposta alle richieste pervenute ai servizi sociali dei Comuni da parte di ben 2.673 famiglie, con i requisiti di reddito previsti dalla norma»

DETTAGLI PER I BENEFICI - Più nel dettaglio, il beneficio economico erogato dalla Regione è modulato a seconda delle fasce di reddito Isee. Ammonta ad un massimo di 240 euro mensili per la frequenza a tempo pieno a nidi, servizi domiciliari e servizi sperimentali assimilabili di bimbi appartenenti a famiglie con Isee fino a 10mila euro. Tale somma si riduce del 20, del 30 e del 50 per cento con l'aumentare della fascia Isee. Il contributo per la frequenza a servizi a tempo parziale è stabilito nella metà rispetto a quelli a tempo pieno. Per la frequenza a centri rivolti a bambini e genitori, a spazi gioco e altri servizi assimilabili il contributo massimo è di 12 euro mensili, somma che anche in questo caso si riduce proporzionalmente all'aumentare del reddito documentato. Previsto anche un contributo di 35 euro per frequenze inferiori a 30 ore nell'arco di un mese, in questo caso per i soli nuclei familiari con Isee non superiore a 10mila euro.

AIUTO CONCRETO - «Questi benefici - sottolinea l'assessore Rosolen - sono particolarmente importanti perché rappresentano un aiuto concreto alle famiglie, che in questo modo possono con maggiore facilità affidare i propri figli ai servizi per la prima infanzia presenti sul territorio».

AL FIANCO DI TUTTE LE FAMIGLIE - «In sostanza - evidenzia ancora Rosolen - la Regione non si limita a realizzare percorsi formativi e ampliare l'offerta, ma aiuta materialmente le famiglie favorendo la conciliazione tra impegni familiari, cura dei figli e scelte professionali, facilitando in maniera indiretta anche l'accesso delle donne nel mercato del lavoro, in un quadro di pari opportunità. Ma ora - ribadisce l'assessore - intendiamo creare ancora maggiori opportunità, realizzando una rete di servizi omogenea e capillare, che sia a fianco di tutte le famiglie».