14 novembre 2018
Aggiornato 01:30

In Castello a Gorizia si presenta la pubblicazione "Giuseppe Ungaretti, Gorizia e il Carso"

Il poeta precursore dell'ermetismo sarà uno dei protagonisti del ricco cartellone delle iniziative del progetto “Gorizia 18-18” per il Centenario della Grande Guerra
In Castello a Gorizia si presenta la pubblicazione "Giuseppe Ungaretti, Gorizia e il Carso"
In Castello a Gorizia si presenta la pubblicazione "Giuseppe Ungaretti, Gorizia e il Carso" (Web)

GORIZIA - È con questo presupposto che giovedì 13 settembre alle 18 nella sala del Conte del Castello di Gorizia verrà presentata la pubblicazione 'Giuseppe Ungaretti, Gorizia e il Carso' curata da Gianfranco Trombetta. In occasione delle celebrazioni per il Centenario della fine della Grande Guerra, l’ungarettologo goriziano presenterà poesie e scritti del poeta che, come lui stesso riconobbe «nel Goriziano, tra Carso e Isonzo ho scoperto d’avere parola originale, ovvero d’essere poeta».

PRESENTAZIONE DEL LIBRO - Ad illustrare il libro saranno il sindaco Rodolfo Ziberna e lo stesso Trombetta, mentre durante la serata Alberto Princis leggerà alcune poesie di Ungaretti. «Trascorsi cento anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale - sottolinea il Sindaco - i concetti di libertà, pace, amore e uguaglianza elaborati da Ungaretti sono, oggi, tutt’altro che scontati. Per questo ritengo doveroso, nei confronti delle vittime di ogni guerra e dei nostri figli, sostenere le iniziative che hanno l’obiettivo di impedirci di dimenticare». Le pubblicazioni, infatti, verranno distribuite nei prossimi giorni anche nelle scuole della città. A concludere la presentazione un vin d’honneur offerto dall’Associazione Amici di Castelnuovo.

SCULTURA LIGNEA - In concomitanza alla presentazione della pubblicazione, da mercoledì 12 a sabato 15 settembre nel Parco del palazzo municipale, l'artista biellese Sisto Lombardo, in collaborazione con l'Associazione Skultura 2001, ultimerà la scultura lignea 'Ritorno a casa' che raffigura la ricomposizione della famiglia alla fine della guerra. Un’opera ricavata dalla lavorazione del tronco di uno dei cedri provenienti dal Parco comunale.