25 settembre 2018
Aggiornato 19:00

«Tornerò a Genova per la maratona»: così la triestina sopravvissuta al crollo del ponte Morandi

La donna, di 41 anni, agente immobiliare e podista per passione, ha subito diverse operazioni a causa delle numerose lesioni riportate. Ora si trova al Maggiore di Trieste
"Tornerò a Genova per la maratona": così la triestina sopravvissuta al crollo del ponte Morandi
"Tornerò a Genova per la maratona": così la triestina sopravvissuta al crollo del ponte Morandi (G.G.)

TRIESTE - «Ad aprile sarò a Genova per la mezza maratona. Non so ancora quando potrò riprendere ad allenarmi però non vedo già l'ora». Lo ha detto Rita Giancristofaro, una dei pochissimi sopravvissuti al crollo del ponte Morandi, ritornata a Trieste da giovedì scorso dove è ricoverata nel reparto di ortopedia dell'Ospedale Maggiore.

PODISTA PER PASSIONE - La donna, di 41 anni, agente immobiliare e podista per passione, ha subito diverse operazioni a causa delle numerose lesioni riportate, tra cui lo schiacciamento di un polmone e una emorragia interna, la frattura di 9 costole e ha ancora entrambe le braccia ingessate.  «Stavo guardando il cellulare, mi ricordo l'uscita dal tunnel, il boato e la strada che si sgretola sotto l'auto che poi inizia a cadere. Il ricordo successivo sono le voci dei soccorritori, prima un poliziotto della stradale e poi i Vigili del Fuoco».

LA DEGENZA - La donna è ritornata a Trieste giovedì scorso, dove è ricoverata nel reparto di ortopedia dell'Ospedale Maggiore. Al Galliera di Genova dove è stata trasportata subito dopo la tragedia, a renderle visita, a renderle visita, anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «E' stato un incontro rapido - ricorda - perché mi ero appena risvegliata dall'intervento e non ero troppo lucida». "I medici ed il personale sanitario - prosegue la donna - mi hanno salvato la vita» così «come i tanti messaggi che mi sono arrivati e che mi hanno dato molta forza. Non mi aspettavo tutto questo calore e non posso negare che mi ha fatto tanto piacere». «Vorrei ringraziare tutti, anche quelli a cui magari non sono riuscita a rispondere viste le condizioni in cui mi trovo», conclude sorridendo, mentre indica con gli occhi i gessi che le bloccano le braccia. Nel capoluogo ligure «ho trovato molto calore da parte di tutti. Sono stata l'unica dei feriti a essere portata all'ospedale Galliera e mi hanno trattato benissimo». Durante la degenza, poi, «sono passati tutti a salutami, dagli operatori del 118 agli agenti di polizia, fino ai Vigili del Fuoco che mi hanno regalato anche i biglietti per l'acquario». Era lì che stava andando insieme con il fidanzato, anche lui salvo, il 14 agosto.