18 novembre 2018
Aggiornato 15:00

Raduno di CasaPound a Trieste: lo sdegno del Pd

Dura reazione delle dem Isabella De Monte e Debora Serracchiani
Raduno di CasaPound a Trieste: lo sdegno del Pd
Raduno di CasaPound a Trieste: lo sdegno del Pd (RFvg)

TRIESTE - «L’annuncio del raduno di CasaPound a Trieste, tra l’altro a pochi giorni dall’anniversario della proclamazione delle leggi razziali, è osceno». Lo afferma Isabella De Monte, eurodeputata Pd, commentando la notizia della manifestazione della formazione di estrema destra nel capoluogo regionale in novembre. Dura anche la reazione della deputata Debora Serracchiani, che si appella alla responsabilità delle istituzioni per isolare quella che definisce "deriva fascista". 

LE PAROLE DI DE MONTE - Secondo De Monte «a breve ricorderemo la proclamazione delle infami leggi razziali a Trieste, città che ha sofferto in modo lacerante le violenze prodotte dalla mano nazista e fascista. Che CasaPound scelga proprio Trieste per manifestare inneggiando ad anni bui e devastanti per il nostro Pese, annunciandolo a pochi giorni di distanza dal 18 settembre, è sconcertante»«Sarebbe ancora più sconcertante se qualcuno, tra i rappresentanti della Lega e del centrodestra che governano Trieste e la Regione, facesse il finto tonto e si lavasse le mani parlando delle solite bravate di qualche ragazzotto un po’ esagitato. Dicano qualcosa, si indignino anche loro. La misura è colma».

LO SDEGNO DI SERRACCHIANI - «C'è parecchio da riflettere e da preoccuparsi se i movimenti neofascisti cominciano a considerare Trieste luogo prediletto per raduni e azioni dimostrative: questo ci rimanda indietro ad anni bui, in cui il 'fascismo di frontiera' nella Venezia Giulia si esercitava nelle peggiori pratiche di violenza e intolleranza, prima che nel resto del Paese». Lo afferma la deputata del Pd Debora Serracchiani. «Non dimentichiamo mai che Trieste è diventata grande - ammonisce Serracchiani - quando ha saputo attrarre genti diverse, farle convivere e integrarsi in un tessuto civile. E sempre Trieste è precipitata nella chiusura e nel baratro del sangue quando è stata presa nella morsa delle dittature, a cominciare dal Fascismo»«Auspico che i rappresentanti delle Istituzioni democratiche sapranno e vorranno isolare chi incarna ideali di 'terra e sangue'. Gravissimo sarebbe - ha concluso - se arrivasse loro il segnale che Trieste e il Friuli Venezia Giulia sono terre ospitali verso i neofascisti".