15 novembre 2018
Aggiornato 02:30

Trieste, 80 anni fa l'annuncio delle leggi razziali

Le parole del governatore Fedriga, del segretario Pd Martina e del premier Conte
Trieste, 80 anni fa l'annuncio delle leggi razziali
Trieste, 80 anni fa l'annuncio delle leggi razziali (ANSA)

TRIESTE - «Sulle leggi razziali, sulla loro infamia, su ciò che hanno prodotto, è già stato detto tutto, eppure non è mai stato detto abbastanza. In questo 80esimo anniversario del loro annuncio, voglio ricordare quell'indelebile sfregio sul volto del Paese e di una citta, Trieste, da quasi mille anni profondamente legata alla comunità ebraica, con le parole senza tempo di Primo Levi». E' il messaggio postato martedì dal presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, che prosegue con i versi dello scrittore, per commemorare l'annuncio, 80 anni fa a Trieste da parte di Mussolini, delle Leggi razziali.

«Non c'è futuro senza memoria e noi siamo qui per ricordare e non possiamo dimenticare le tragedie di quegli anni perché su quelle tragedie è nata l'Europa, la nuova sovranità, la pace, la cooperazione tra i popoli». Lo ha detto il segretario del Partito democratico, Maurizio Martina, a margine della visita alla Risiera di San Sabba a Trieste, dove ha deposto una corona di fiori. Martina si è prima fermato davanti alla targa sull'ex silos che ricorda l'esodo istriano, fiumano e dalmata, poi è andato all'ex Narodni Dom (Casa del popolo in sloveno), che i fascisti bruciarono causando anche la morte di alcune persone. Con Martina c'erano il segretario regionale del Pd, Salvatore Spitaleri, i parlamentari Ettore Rosato e Debora Serracchiani, la segretaria provinciale, Laura Famulari, e una rappresentanza dei giovani Dem.

Sulla ricorrenza che coinvolge la città di Trieste, si è espresso anche il premier Giuseppe Conte, con un tweet. «18/9/1938, una pagina buia per il nostro paese. Mussolini, a Trieste, annunciò l'imminente promulgazione delle leggi razziali. L'inizio di una persecuzione di tantissimi innocenti. A 80 anni dall'accaduto dobbiamo serbare memoria di questa ferita. Ricordare per non dimenticare".