9 dicembre 2018
Aggiornato 20:00

Migranti, Passaggio dai boschi di San Dorligo: ingressi ridotti dell'80%

Il sopralluogo dell'assessore alla Sicurezza Pierpaolo Roberti insieme al sindaco di San Dorligo, Sandy Klun conferma il calo degli ingressi
L'assessore Roberti durante il sopralluogo nei boschi di San Dorligo
L'assessore Roberti durante il sopralluogo nei boschi di San Dorligo (Regione Friuli-Venezia Giulia)

TRIESTE - «Un sopralluogo estremamente utile, che ci dà innanzitutto conferma del calo degli ingressi, certificato nell'ordine dell'80% nell'ultima settimana. Infatti, in considerazione della pulizia fatta due settimane fa e della quantità di rifiuti e effetti personali trovati, si può stimare, in questa che è una delle vie principali di accesso all'abitato, un totale di circa una decina di persone».

DOPO IL SOPRALLUOGO - Lo ha detto l'assessore alla Sicurezza del Friuli Venezia Giulia, Pierpaolo Roberti, a margine del sopralluogo compiuto oggi, assieme al sindaco di San Dorligo della Valle-Dolina, Sandy Klun, nell'area boschiva circostante il paese a seguito dei passaggi di immigrati clandestini provenienti dalla cosiddetta rotta balcanica.

CONTROLLI E COLLABORAZIONE - Roberti, il quale ha percorso un lungo tratto del sentiero più usato dagli extracomunitari che tentano di passare illegalmente il confine, ha evidenziato come il problema sia stato ridimensionato grazie al rafforzamento dei controlli della Polizia di Stato, i cui effettivi sono stati implementati, e grazie anche alla collaborazione della Forestale che «conoscendo il territorio riesce a intervenire capillarmente e segnalare eventuali anomalie alle Forze dell'ordine».

AIUTO PERSONALE DELL'ASSESSORE - «L'occasione di oggi è stata importante - ha sottolineato Roberti - per constatare di persona questa via d'accesso e poter quindi segnalare direttamente alla stessa Forestale i punti dove concentrare i controlli».

VIGILANZA ANCHE DELLA SLOVENIA - L'assessore ha poi evidenziato la collaborazione con la Slovenia proprio sul fronte della vigilanza e del presidio sul territorio. «Collaborazione - ha spiegato - che adesso con l'insediamento del nuovo Governo potrà riprendere a pieno regime". Roberti ha quindi ricordato i protocolli di intervento con la Polizia di Lubiana che prevedono i reingressi dei clandestini quando fermati a un massimo di 10 km dal confine e in presenza di prove certa della loro provenienza dalla Slovenia.

RISULTATI TEMPORANEI? - «È chiaro - ha rimarcato Roberti - che il lavoro e i risultati che si iniziano a vedere incidono su un problema, quello dell'immigrazione, che risente di variabili esterne le quali possono modificare in rapidità il quadro generale, basti pensare alla recente scelta della Serbia di agevolare i visti dell'Iran. Una decisione che ha portato all'aumento degli ingressi irregolari da quel Paese».

PULIRE I SENTIERI - Da parte sua, il sindaco Klun, ringraziando l'assessore per la disponibilità dimostrata, ha richiesto un interessamento da parte della Regione, in particolare per la pulizia dei sentieri boschivi dove i migranti irregolari lasciano le tracce del loro passaggio.

Roberti e il sindaco Klun

Roberti e il sindaco Klun (© Regione Friuli-Venezia Giulia)

Vestiti dei migranti abbandonati nel bosco di San Dorligo

Vestiti dei migranti abbandonati nel bosco di San Dorligo (© Regione Friuli-Venezia Giulia)