15 novembre 2018
Aggiornato 02:30

Vaccini, i "Pro": alla III Commissione consiliare parla la Scienza

Esponenti della comunità scientifica chiamati a parlare alla Commissione, per raccogliere contenuti, opinioni e tesi. La Commissione il 30 luglio aveva già ascoltato le associazioni e medici contrari al decreto Lorenzin, convertito dalla legge 119/2017
Vaccini
Vaccini (Di Andrey_Popov (tramite Shutterstock.com))

TRIESTE - Mattinata di audizioni con esponenti della comunità scientifica sull'obbligo vaccinale stamani per la III Commissione consiliare presieduta da Ivo Moras (Lega) per raccogliere, ha sottolineato il presidente in apertura, contenuti, opinioni e tesi inerenti la questione che aveva visto impegnata la Commissione già il 30 luglio scorso quando aveva ascoltato in audizione la voce di associazioni e medici contrari al decreto Lorenzin, convertito dalla legge 119/2017.

VACCINI - Dagli interventi richiamo comune e pressante sui rischi a cui vanno incontro le persone e i bambini non vaccinati, in particolare i bambini immunodepressi che non possono vaccinarsi, a causa del sensibile calo di copertura vaccinale nella comunità, per il prevalere di teorie antivaccinali in nome della libertà di scelta e dell'autodeterminazione. Comune anche l'invito ad avere fiducia nella ricerca scientifica, nella scienza con la S maiuscola, e a vagliare le notizie diffuse sui social media.

ORDINE DEI MEDICI - Primo a intervenire il presidente dell'Ordine dei medici di Udine, Maurizio Rocco, in rappresentanza della Federazione regionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri; puntualizzando il problema della riaccensione del morbillo ha evidenziato la deriva pericolosa di un dibattito dilagante sul web, privo di contorni scientifici: «se nel futuro - ha detto - si faranno scoperte in grado di sostituire l'attuale teoria delle vaccinazioni, dalle solide basi scientifiche e di comprovata efficacia, con altre teorie che spiegano più cose e sono di efficacia superiore, la comunità scientifica non avrà nessun problema ad accettarle, ma finora le tesi dei rapporti tra vaccinazioni e autismo, tossicità degli additivi, inesistenza del cosiddetto effetto gregge, dannosità del  calendario vaccinale, inefficacia delle vaccinazioni si sgretolano di fronte alla critica scientifica».

CLINICA DELLE MALATTIE INFETTIVE - Per il direttore della clinica delle malattie infettive ASUI, Matteo Bassetti negare i benefici delle vaccinazioni è anacronistico e pericoloso: «ai tecnici - medici, ricercatori, scienziati - spetta il compito di fornire ai politici gli strumenti per assumere decisioni ponderate sulle leggi da adottare», ha detto sottolineando che le aule del Parlamento o del Consiglio regionale non sono le più opportune per discutere dei benefici e dei rischi dei vaccini, e ritenendo inaccettabile porre sullo stesso piano scienza e antiscienza, l'evidenza e l'anedottica. «Quanto alla sicurezza, - continua Bassetti - i vaccini in uso sono molto sicuri anche se presentano alcuni rischi, ma è molto più probabile che la salute venga compromessa gravemente da una malattia prevenibile con il vaccino che dalla vaccinazione stessa».

DIRETTORE SCIENTIFICO IRCCS - Il direttore scientifico dell'IRCCS Burlo Garofalo, Fabio Barbone, ordinario di Igiene all'università di Udine, ha ricordato la definizione del Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017-2019, l'esperienza della Regione Veneto di sospendere dal 2007 l'obbligo vaccinale e i dati epidemiologici che mostrano che negli ultimi anni in tutte le regioni e province autonome, per i vaccini obbligatori, vi è un decremento  di circa l'1% delle coperture a 24 mesi di vita. Per Barbone netta è l'evidenza dell'efficacia dei vaccini: «la sanità  pubblica e chi conduce programmi di prevenzione quali quelli delle vaccinazioni - parla Barbone - devono dimostrare, oltre che competenza, una totale assenza di conflitti di interesse; solo così potrà essere mantenuta o riguadagnata la fiducia verso gli atti ufficiali delle istituzioni».

DIRETTORE DELL'ASUI - Il direttore del Dipartimento di prevenzione ASUI, Giorgio Brianti, portando un documento frutto del confronto con tutti i direttori di dipartimento delle Aziende sanitarie regionali, ha sottolineato che i programmi di vaccinazione sono considerati i più importanti strumenti di sanità pubblica anche se i vaccini  sono spesso vittime del loro stesso successo che porta alla bassa percezione del rischio per il forte declino delle malattie prevenibili. «E' indispensabile - ha aggiunto - far comprendere ai genitori che i vaccini sono una preziosa opportunità loro offerta, il rispettabile interesse individuale può in particolari situazioni regredire rispetto all'interesse pubblico».

I PEDIATRI - A nome dei 20 Pediatri di Base triestini ha parlato Andrea de Manzini che ha ricordato come i pediatri di famiglia già due anni fa avessero evidenziato una situazione estremamente preoccupante dato che la percentuale di copertura per le vaccinazioni contro difterite, tetano, pertosse, poliomielite ed epatite era scesa sotto li 90%. «Posso affermare - ha dichiarato - che l'esperienza di noi pediatri è stata quella di verificare un chiaro cambio di opinione da parte delle famiglie definite "esitanti", che in gran parte non solo hanno vaccinato i bambini  con i 10 vaccini di legge ma anche con quello per la meningite; ciò dimostra che quando si diventa disponibili ad ascoltare la voce della scienza con la S maiuscola inevitabilmente ci si convince, ha concluso auspicando il sostegno alle vaccinazioni come ad altri provvedimenti di salute pubblica a tutela della popolazione».

ASSISTENTI SANITARI E SCUOLA - Per l'associazione nazionale Assistenti sanitari FVG è intervenuta Luisa De Carlo che ha illustrato i compiti di questa figura professionale evidenziando che attualmente il personale  è sottodimensionato rispetto ai bisogni di salute della popolazione, mentre la posizione dell'Associazione dei dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola è stata illustrata da Clementina Frescura che ha affrontato gli aspetti critici dei passaggi amministrativi connessi alle certificazioni per la scuola.

SCETTICI - Due voci critiche sui vaccini quelle di due medici: Fabio Franchi che è intervenuto sulle criticità vaccinali, e Paolo Bellavite che ha evidenziato come la vaccinazione, pur utile al singolo individuo, è accettabile come obbligatoria solo se è dimostrato che essa è necessaria a raggiungere una copertura sufficiente a preservare la collettività da un reale pericolo  epidemico e se il vaccino non arreca danni gravi e permanenti; «questi due requisiti - ha detto - non ricorrono per la gran parte dei 10 vaccini previsti dalla legge 119/17».