23 ottobre 2018
Aggiornato 22:30

Il Consiglio regionale ridiscute il tema delle aperture festive dei negozi

Parla il capogruppo della Lega Bordin: «Vogliamo promuovere una disciplina che contempli la difesa del riposo festivo a tutela del lavoratore»
Il Consiglio regionale ridiscute il tema delle aperture festive dei negozi
Il Consiglio regionale ridiscute il tema delle aperture festive dei negozi (RFvg)

TRIESTE - «Promuovere una disciplina che contempli la difesa del riposo festivo a tutela del lavoratore, piccole attività e famiglie, con le regole del commercio e dello sviluppo economico e occupazionale». A parlare in questi termini è stato Mauro Bordin, capogruppo in Consiglio regionale della Lega, durante la discussione in Aula della mozione che porta anche il suo nome e quello di Elia Miani a sostegno dei lavoratori per il mantenimento del riposo domenicale e festivo. Con il documento - fa presente Bordin - si chiede alla Giunta Fedriga di farsi promotrice nei confronti del Governo affinché venga modificata la norma del decreto Salva Italia del 2011, restituendo alla Regione e agli enti locali la possibilità di decidere sulla regolamentazione delle aperture domenicali e festive in base alle necessità di quel territorio.

DEVE ESSERE LA REGIONE A DECIDERE - «Le liberalizzazioni indiscriminate hanno dopato il commercio: i dipendenti dei centri commerciali e dei grandi supermercati lavorano molto spesso la domenica e nei festivi. Questo tipo di aperture - aggiunge Bordin - toglie spazio alle famiglie ed è una minaccia per i piccoli negozi. E' fondamentale creare un contesto regolarizzato, in cui tutti i soggetti trovino un punto di equilibrio. In tal senso bisogna che la Regione ritorni a poter decidere su un tema tanto importante e che ci siano dati gli strumenti per rispondere alle criticità, tenendo in debita considerazione le peculiarità del territorio come quelle turistiche».

TUTELARE I PICCOLI NEGOZI - Da parte sua, il consigliere Miani ha ribadito in Aula come siano necessarie misure volte a combattere il fenomeno dello svuotamento dei centri storici anche promuovendo il piccolo tessuto commerciale, in particolare nelle zone montane e disagiate. «I piccoli esercizi commerciali faticano ad avere risorse, persone e mezzi per tenere aperto a oltranza. Ormai, soprattutto nei paesi - spiega Miani -, si tratta di attività che svolgono una funzione sociale e aggregativa. Pochi decidono di proseguire l'attività dei genitori, con la conseguenza che i centri delle piccole realtà della nostra regione, ma non solo, si stanno svuotando e spopolando».