20 ottobre 2018
Aggiornato 21:00

Aperture festive: per Bolzonello la partita si gioca con Roma

Sul tema Centis (Cittadini) ha una sua posizione: no all'obbligo di chiusura domenicale, sì alla chiusura durante le festività.
Aperture festive: per Bolzonello la partita si gioca con Roma
Aperture festive: per Bolzonello la partita si gioca con Roma (RFvg)

TRIESTE - «Il centrodestra sta perdendo tempo se pensa di giocare la partita del commercio con delle semplici mozioni. Dev'essere al contrario giocata sulla competenza della Regione a Roma. La Giunta dialoghi con il Governo nazionale e trovi su quel tavolo la soluzione altrimenti si finisce come con le Camere di commercio». A dirlo è capogruppo del Pd, Sergio Bolzonello intervenendo in Aula nel dibattito sul commercio. Sulla questione è intervento anche il capogruppo dei Cittadini, Tiziano Centis, esprimendo una posizione in linea con la legge approvata nella precedente legislatura: no all'obbligo di chiusura domenicale, sì alla chiusura durante le festività. 

LE PAROLE DI BOLZONELLO - «Sulla questione delle aperture domenicali - prosegue l'esponente del Partito Democratico - abbiamo di fronte a noi un centrodestra caotico. Dalle iniziali divisioni siamo arrivati oggi a una mozione annacquata per accontentare tutti. Se si vuole arrivare davvero a una soluzione è necessario fare un'azione politica concreta. Solo un'azione del governo può sbloccare la situazione: o dandoci la competenza in materia, oppure regolamentando le aperture a livello centrale, ma su questo il governo giallo-verde pare abbia tirato il freno a mano». Secondo Bolzonello, «il tema vero riguarda il lavoro durante le festività: devono essere garantite ai lavoratori almeno 10 giornate con le proprie famiglie. Inoltre, chi lavora la domenica deve avere diritti e un giusto compenso».

LA POSIZIONE DI CENTIS - «Se abbiamo condiviso la necessità di ottenere piena competenza regionale nella regolamentazione delle aperture commerciali - ha spiegato Centis -, il nostro voto contrario alla mozione della maggioranza ha innanzitutto una ragione culturale: la chiusura generalizzata è anacronistica perché la società negli ultimi anni è profondamente cambiata e con essa abitudini, dinamiche familiari, gestione del tempo. Anche per questo la chiusura dei negozi imposta su tutte le domeniche, oltre a togliere un servizio ai consumatori, porterebbe alla perdita di centinaia di posti di lavoro. Diversamente, riteniamo giusto rendere obbligatoria la chiusura per tutti nelle festività».