20 ottobre 2018
Aggiornato 21:00

Riforma sanitaria, Fedriga e Riccardi: "Nessuna gara di partito ma impegno per risolvere la situazione"

"La Sanità deve dare il migliore servizio possibile ai cittadini", commenta il governatore Fedriga
Incontro al Municipio di Trieste
Incontro al Municipio di Trieste (Regione Friuli-Venezia Giulia)

TRIESTE - «Questi momenti sono la dimostrazione che la Regione vuole una nuova riforma del sistema sanitario regionale basata sul confronto, perché la sanità non ha bandiere né colore politico, ma deve solamente dare il migliore servizio possibile ai cittadini». Questo il concetto espresso dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, all'apertura dell'incontro voluto dalla Regione con associazioni, sindaci e portatori d'interesse dell'area triestina, per approfondire il confronto sulla riforma del sistema sanitario regionale.

PARLARE DELLA RIFORMA - Intervenendo insieme al vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, nella sala del Consiglio comunale di Trieste, Fedriga ha confermato che «l'obiettivo è migliorare il livello delle prestazioni e che tutto, compresa la governance del sistema, deve essere strumentale a questo obiettivo. In questi giorni presenteremo nelle quattro ex province quanto elaborato dal cosiddetto tavolo dei saggi per discuterne con i portatori d'interesse, per poi tracciare una sintesi e definire quale sarà il modello più idoneo da adottare».

RISOLVERE IL PROBLEMA - Dopo aver ascoltato le istanze e le proposte avanzate dai presenti, il vicegovernatore Riccardi ha spiegato che «oggi è fondamentale attuare la riforma, non per fissare una bandiera politica o per dimostrare di aver fatto meglio di chi ci ha preceduti, ma per risolvere le criticità evidenziate dai cittadini e dagli operatori».

CANCELLARE LA PREOCCUPAZIONE - «Sento dire - continua Riccardi - che gli operatori della salute sono preoccupati: io sono preoccupato per loro e mi chiedo anche se sono contenti di come stanno lavorando e se la gente è contenta del servizio sanitario. Le considerazioni e le osservazioni emerse dal dialogo con le persone direttamente interessate dalla riforma ha permesso di focalizzare l'attenzione sui temi di maggiore rilevanza e di delineare, grazie al lavoro dei saggi, precise ipotesi di lavoro, che diano risposte concrete alle necessità degli utenti».

MANTENERE L'EFFICIENZA DELLA REGIONE - Riccardi ha spiegato che «il nostro servizio sanitario è sempre stato un'eccellenza e noi abbiamo il compito di garantire che rimanga tale. Stiamo lavorando per migliorare un sistema ora in sofferenza e lo facciamo raccogliendo le opinioni di tutti coloro che operano sul campo ogni giorno». Il vicegovernatore ha quindi rimarcato che «la Regione non vuole sottoporre il sistema sanitario ad ulteriori stress, ma che è necessaria una revisione complessiva del sistema che punti a garantire le migliori condizioni di lavoro e mantenere l'efficienza che ha sempre caratterizzato la sanità del Friuli Venezia Giulia».

DUE SOLUZIONI - Nel corso dell'incontro, al quale ha partecipato anche il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, in qualità di referente dei saggi Giorgio Ros ha confermato che esistono due modelli per la ridefinizione del sistema sanitario regionale basati sulla riorganizzazione della rete ospedaliera per area vasta con una ristrutturazione del rapporto tra ospedali hub e spoke, la revisione della governance e della relazione tra ospedale, territorio e reti territoriali e il rafforzamento dei distretti sanitari per l'integrazione socio-sanitaria.

DIFFERENZE - Esiste, però, una differenza fondamentale tra i due modelli: il primo prevede la creazione di tre aziende ospedaliero-sanitarie corrispondenti agli ambiti di area vasta giuliano-isontino, udinese e pordenonese, mentre il secondo conserva la strutturazione degli ospedali sulla base degli ambiti territoriali, ma stabilisce la creazione di un'unica azienda territoriale regionale.