23 ottobre 2018
Aggiornato 22:00

Immigrazione, il Consiglio chiede maggiori controlli ai confini e nei centri di accoglienza

Approvata a larga maggioranza la mozione a firma dei consiglieri di Forza Italia Piero Camber e Mara Piccin sui flussi migratori nel territorio del Friuli Venezia Giulia
Immigrazione, il Consiglio chiede maggiori controlli ai confini e nei centri di accoglienza
Immigrazione, il Consiglio chiede maggiori controlli ai confini e nei centri di accoglienza (RFvg)

TRIESTE - Il Consiglio regionale, alla presenza dell'assessore regionale Pierpaolo Roberti, ha approvato a larga maggioranza la mozione a firma dei consiglieri di Forza Italia Piero Camber e Mara Piccin, sui flussi migratori nel territorio del Friuli Venezia Giulia. Trenta i voti favorevoli e un solo no, quello del consigliere Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), che aveva proposto di compiere ulteriori approfondimenti nella Commissione di competenza.

CHIESTI MAGGIORI CONTROLLI AI CONFINI E NEI CENTRI DI ACCOGLIENZA - Diversi i punti nei quali si articola la richiesta di intervento, illustrati dallo stesso Camber, che nel corso dell'esame in Aula, ha accolto le proposte emendative suggerite dalla Giunta regionale e dal MoVimento 5 Stelle. Con le modifiche, la mozione impegna la Giunta regionale ad attivarsi con i prefetti e il ministro degli Interni per fare fronte adeguatamente ai flussi migratori, con le seguenti azioni: incremento del personale attualmente impegnato nell'operazione 'Strade sicure' con l'impiego dei militari del Reggimento 'Piemonte Cavalleria' al fine sia di potenziare in modo concreto e significativo il pattugliamento della fascia confinaria, sia liberando automezzi delle forze dell'ordine impegnati nel presidio di obiettivi sensibili sul territorio, mezzi necessari anche per il trasporto dei clandestini fermati; spostamento della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale dall'attuale sede ubicata nella Prefettura di Trieste in altro sito di proprietà e gestione pubblica per evitare situazioni già verificatesi sia a Trieste che a Gorizia; rafforzamento, nonché estensione, del progetto '1000 occhi sulla città' che promuove la collaborazione tra le forze di polizia (compresa quella locale) e gli istituti di vigilanza; verifiche puntuali dell'attuazione dei capitolati d'appalto, tra le Prefetture e i soggetti aggiudicatari del servizio di accoglienza dei richiedenti asilo e in particolare: installazione di sistemi di rilevazione automatica all'interno di ogni struttura, così da verificare l'effettiva presenza dei richiedenti asilo, nonché verifiche 'a sorpresa' da parte della Prefettura al fine di rilevare la veritiera presenza, in particolare notturna, degli ospiti. 

OBBLIGO DI PRESENZA AI CORSI DI ITALIANO - Prevista inoltre la richiesta ai gestori dell'appalto di accoglienza dei richiedenti asilo di segnalare alla Prefettura le assenze superiori a 24 ore (e non 72 come attualmente avviene), regolamentando altresì nelle proprie strutture gli orari di accesso e di uscita; puntuale assistenza sanitaria e prevenzione delle malattie infettive anche tramite le vaccinazioni. La conclamata presenza di cimici in più alloggi è indicativa della scarsa igiene in alcune persone assistite, con conseguenti rischi sanitari a carico di tutta la cittadinanza (si pensi solo al contatto fisico sui mezzi pubblici); obbligo di frequenza, certificata, ai corsi organizzati e pagati con denaro pubblico, a iniziare da quelli basilari di lingua italiana; intervento presso la vicina Repubblica di Slovenia per fermare la sempre più probabile apertura di un nuovo centro di accoglienza a ridosso del confine, porta d'accesso al nostro territorio.