20 ottobre 2018
Aggiornato 22:00

Inaugurato il murales «Playground Borgo San Sergio»

Un progetto «pensato» e sorto per i cosiddetti «Neet» che ha coinvolto 7 giovani per complessive 200 ore
Inaugurato il murales «Playground Borgo San Sergio»
Inaugurato il murales «Playground Borgo San Sergio» (Comune Ts)

TRIESTE - «Con il vostro entusiasmo ci avete dato coraggio, e voglia di andare avanti, poiché è il coraggio che ci sostiene e ci spinge ad andare oltre i limiti, oltre tutte le difficoltà e gli egoismi. Voi siete artisti innanzitutto nel vostro cuore, perchè è nel cuore che nascono sia l'arte e il desiderio di bellezza, sia il coraggio. E tutta la vita, cari ragazzi, è un percorso di coraggio e ciò vale anche per questa nostra Città, che di voi, della vostra determinazione e di tanto coraggio ha bisogno per un futuro ancora migliore!». Con queste alte parole l'assessore comunale alla Cultura, Sport e Giovani Giorgio Rossi si è rivolto, sabato pomeriggio, ai giovani autori del murales che da adesso decora il muro di contenimento e delimitazione del campo pubblico di pallacanestro di Borgo San Sergio (sul lato dell'ingresso, da via Eugenio Curiel) e che è il frutto di uno specifico progetto  formativo, ‘Attiva Giovani - Street Art per riqualificare la città pubblica’, co-finanziato dal Fondo Sociale Europeo attraverso il Por Fesr 2014/2020 e dalla Regione Friuli Venezia Giulia-Direzione centrale Lavoro, Formazione, Istruzione e Famiglia.

Un progetto ‘pensato’ e sorto per i cosiddetti ‘Neet’ (Not engaged in education, employment or training), ovvero per ragazzi e ragazze tra i 18 e i 30 anni, residenti o domiciliati nel nostro caso in Friuli Venezia Giulia, che negli ultimi 12 mesi, per diversi motivi e problematicità personali o essendo comunque in difficoltà, non hanno potuto lavorare nè partecipare a corsi di formazione con rilascio di titolo di studio.
Ne è derivato un percorso, realizzato dalla Edilmaster, in partenariato con l’Uti Giuliana e la Cooperativa Sociale Duemilauno Agenzia Sociale e con la collaborazione del Pag – Progetto Area Giovani del Comune di Trieste, che si è concretamente tradotto in un corso avviato dalla stessa Edilmaster che ha visto la partecipazione attiva di 7 giovani per complessive 200 ore tra attività in aula e laboratori esperienziali sul campo attraverso cui apprendere e mettere subito in pratica le principali tecniche e metodologie volte a riqualificare la 'città pubblica' con il linguaggio della cosiddetta street art (arte di strada).

Laboratori svolti da docenti del calibro di Mattia Campo Dall’Orto (referente dell'associazione Macross cui è affidata la direzione artistica dell'intero progetto ‘Chromopolis - la Città del futuro’), Giovanni Battista Piovesana (anche lui dell’Associazione Macross) e Claudio ‘Daker’ Paolini, cui si sono affiancate lezioni di sicurezza e salute sul luogo di lavoro, autoimprenditorialità e tecniche di ricerca attiva del lavoro, con una mirata e puntuale azione di orientamento della quale sono stati protagonisti gli operatori della Cooperativa Sociale Duemilauno Agenzia Sociale dando modo ai giovani partecipanti di venire a conoscenza dell'ampia serie di opportunità di formazione e di inserimento lavorativo proposte dal locale Centro per l’Impiego. «Un percorso che dunque, nel suo insieme, è stato tanto tecnicamente formativo quanto motivazionale - ha spiegato Walter Lorenzi direttore dell’Edilmaster – Scuola Edile di Trieste -  focalizzato nel fornire ai futuri artisti una serie di strumenti utili prima di tutto per ricominciare a credere maggiormente nelle proprie possibilità e potenzialità, portandoli quindi a realizzare concretamente un intervento ‘fisico’ nello spazio pubblico che li ha obbligati a mettersi nei fatti in discussione, in gioco».

Materialmente, l’intervento artistico è partito con la ripulitura del muro dalle scritte vandaliche per poi proseguire con la realizzazione di due ‘pezzi’ ispirati da una serie di avvenimenti reali e dalle collegate immancabili leggende metropolitane che hanno visto protagonista il territorio di Borgo San Sergio. Così, il topo e il cinghiale (o meglio ‘El sorzo e el cinghial’, come sono stati opportunamente declinati, in perfetto triestino) e la volpe e il gabbiano (ovvero ‘La volpe e el cocal’) sono passati dalle pagine della cronaca cittadina ai muri del campo di pallacanestro di Borgo, attraversando i racconti dei residenti, e dando infine un'identità visiva a un luogo che prima era invece costellato da una mera sovrapposizione confusa di segni su uno sfondo grigio-cemento.
«Non possiamo che sostenere il valore di un continuo dialogo tra arte, giovani e sport come chiave per continuare a riproporre speranza e investire nel futuro», ha concluso l'assessore Giorgio Rossi, «con tutta la nostra attenzione rivolta a favorire l'esperienza diretta dei ragazzi, sostenuta da figure adulte competenti e accoglienti: tutti aspetti che questo progetto ha valorizzato al massimo».