21 ottobre 2018
Aggiornato 17:00

Spitaleri (Pd) chiede la sostituzione dell'assessore Riccardi

Per il segretario Fvg dei dem, «il vicepresidente è stato smentito dal presidente Fedriga, dalla sua maggioranza e da quasi tutti gli operatori in tutti gli incontri»
Salvatore Spitaleri, Segretario regionale del PD
Salvatore Spitaleri, Segretario regionale del PD (Partito Democratico)

TRIESTE - «Dopo cinque anni d'opposizione in cui ha ribadito che bisognava dividere ospedale e territorio, l'assessore Riccardi è stato smentito dal presidente Fedriga, dalla sua maggioranza e da quasi tutti gli operatori in tutti gli incontri. Ecco perché non può essere Riccardi l'assessore che scrive la riforma, quello che la attua, quello che controlla, quello che fa le nomine». Lo ha detto a Trieste il segretario regionale del Pd Salvatore Spitaleri, nel corso di una conferenza stampa dedicata alla riforma della sanità in Friuli Venezia Giulia.

«Un nuovo assessore alla sanità è necessario – ha spiegato - perché il programma del centrodestra è radicalmente cambiato: non ci sono le macerie, l'operazione della controriforma è una cosmesi, l'azienda zero non è altro che l'agenzia che proprio Riccardi e Tondo avevano cancellato nella legislatura 2008-2013. In più ci sono preoccupazioni per la tenuta di territori che rischiano di essere sottoposti a un forte ridimensionamento e di altri che dovranno sopportare un peso assai gravoso, si rimandano al 2019 scelte strategiche di gestione e nel frattempo le aziende sono paralizzate dall'ordine di blocco diramato da Fedriga e Riccardi. Di sicuro c'è l'intenzione di far pulizia di posti per poi occuparli, come ci insegna l'esempio di Fvg Strade».

«Gli operatori del settore che sono stati ascoltati hanno evidenziato che ci sono – ha precisato Spitaleri - alcune necessità di intervento: è comprensibile perché mettere a punto una macchina come la sanità regionale è complicato, e Sergio Bolzonello aveva già segnalato le criticità nel suo programma elettorale. Resta il dato che il centrodestra con la sua riforma decisamente non ha fatto una rivoluzione: i fondamenti, l'integrazione tra ospedale e territorio, il rapporto con l'università, il ruolo dei distretti, sono punti fermi confermati rispetto alle scelte fatte dalla Giunta guidata da Debora Serracchiani». Riferendosi al ruolo dell'ex senatore di Fi Ferruccio Saro, il segretario dem ha sottolineato che «è lui che ha investito Fedriga della presidenza della Regione e quindi è un ascoltato consigliere del presidente. Ma che tutto questo deve essere palese ai cittadini, non può essere rimanere nel chiuso di cene conviviali a Martignacco», cioè dove risiede lo stesso Saro.