14 novembre 2018
Aggiornato 02:00

Il verde dei parchi patrimonio da valorizzare e rendere accessibile a tutti 

Ne hanno parlato a Miramare i rappresentanti dei musei autonomi con parco in Italia. Nella comunicazione e cartellonistica le prime azioni comuni
Il verde dei parchi patrimonio da valorizzare e rendere accessibile a tutti 
Il verde dei parchi patrimonio da valorizzare e rendere accessibile a tutti  (Mibact)

TRIESTE - Conoscere il patrimonio e catalogarlo, condividere informazioni e procedure anche sui capitolati pubblici, compiere dei passi concreti e concordati verso l’accessibilità. Sono alcuni dei concetti chiave emersi il 15 ottobre a Miramare alla riunione del Tavolo verde cui hanno partecipato i rappresentanti dei musei autonomi italiani dotati di parco storico e il sottosegretario con delega alla famiglia e disabilità Vincenzo Zoccano, un’iniziativa della direzione del Museo e parco storico del castello che fa seguito a un’esigenza di condivisione molto sentita da parte degli amministratori. Problematiche e urgenze comuni dettate soprattutto dal fatto che «i parchi sono musei cangianti e metamorfici, che mutano proprio perché i protagonisti, alberi secolari, arbusti rari, piante rare che oggi non sono più così ricercate, sono vivi».

SINERGIA - La sinergia delle proposte è la risposta più immediata che hanno concordato i direttori per la soluzione di problemi come il deperimento o la necessità di avvicendamento del patrimonio verde, la mancanza di catalogazione aggiornata delle specie – sottolineata da tutti, dalla referente del giardino di Boboli agli Uffizi, alla Reggia reale di Caserta fino alla Reggia reale di Torino -, la carenza di segnaletica e la necessità di dare priorità alle persone rendendo accessibili a tutte le aree verdi e museali. «La complessità delle problematiche legate alla gestione dei parchi storici – ha sottolineato la padrona di casa Andreina Contessa – ci costringe a procedere uniti e per gradi. Avendo voluto focalizzare questa riunione sul tema dell’accessibilità, propongo ad esempio che i primi passi vengano fatti verso la comunicazione al pubblico, realizzando una segnaletica chiara e comprensibile a tutti, con contenuti comuni. Si tratta di un obiettivo immediato anche se non dobbiamo perdere di vista la prospettiva a lungo termine di cui usufruiranno le generazioni future. Ad esempio, a Miramare – ha aggiunto la direttrice di Miramare - abbiamo realizzato grazie all’aiuto del corpo forestale regionale la banca dei semi delle specie monumentali che avranno così la possibilità di essere messe a coltura e utilizzate nel futuro per sostituire gli alberi alla fine del loro ciclo vitale».

ACCESSIBILITÀ’ - Riferendosi alla recente firma della manifestazione d’intenti sulla accessibilità proprio a Miramare con il presidente del Consiglio Conte, il sottosegretario Zoccano ha chiesto il contributo di tutti i direttori per condividere il documento e renderlo più fattivo. «Si parte dal presupposto che i parchi devono essere fruibili da tutti, dalle mamme con passeggino a chi ha disabilità cognitive, fisiche, sensoriali – ha detto Zoccano definendo i direttori pionieri dell’accessibilità -. Sono tutti cittadini che hanno bisogno di pari dignità. Questa sfida – ha aggiunto – si vince con un patto tra pubblico e privato per ottimizzare le risorse». Chi nella catalogazione del verde pubblico ha fatto passi sostanziali lavorandoci da decenni, è l’Erpac, ente della regione Friuli Venezia Giulia per la tutela del patrimonio culturale, presente al tavolo con la direttrice Anna del Bianco, la quale ha puntato l’attenzione sulle procedure di digitalizzazione dell’ex Ipac basate su un livello uniforme di gestione e sul sistema informatico che consente di standardizzare le notizie relative alle diverse specie. Di reversibilità degli interventi nei parchi segnaletica grafica non restrittiva ma educativa che segnali la presenza della dimensione culturale e dell’opportunità che offrono i giardini pubblici di realizzare il concetto di mens sana in corpore sano ha parlato Andrea Bruciati, direttore di Villa d’Este e Villa Adriana a Tivoli, mentre Bianca Maria Landi degli Uffizi ha sollevato la questione della definizione di un capitolato pubblico per i lavori uniforme tra i musei autonomi. Enrica Pagella, direttrice della Villa reale di Torino ha invece puntato l’attenzione sulla priorità che devono avere le persone, parallelamente alla conservazione e tutela, nella fruizione del bene pubblico. Per la direttrice Pagella, «nelle dimore storiche è fondamentale la realizzazione di ascensori e realtà virtuali che non inibiscano la visita e la comprensione del bene».