15 novembre 2018
Aggiornato 04:00

Trieste Airport: la Regione pronta a cedere il 55% delle quote

L'obiettivo è favorire l'ingresso di investitori privati di rilievo nazionale o internazionale in grado di ridare centralità e di far crescere lo scalo,
Trieste Airport: la Regione pronta a cedere il 55% delle quote
Trieste Airport: la Regione pronta a cedere il 55% delle quote (Diario)

RONCHI DEI LEGIONARI - Cessione del 55% delle quote societarie, per favorire l'ingresso di investitori privati di rilievo nazionale o internazionale in grado di ridare centralità e far crescere lo scalo, e mantenimento del controllo strategico in capo alla Regione che continuerà così a svolgere un ruolo incisivo all'interno del futuro impianto societario a partecipazione mista. Gli assessori regionali Barbara Zilli e Graziano Pizzimenti, chiamati dalla IV Commissione del Consiglio regionale presieduta da Piero Camber (FI) a riferire sul futuro dell'Aeroporto regionale, sintetizzano così le basi sulle quali poggia la nuova procedura di cessione delle quote di Trieste Airport, deliberata dalla giunta il 10 agosto scorso.

LA SFIDA DELLA REGIONE - «Il punto di partenza - ha spiegato Pizzimenti - è stato comprendere i motivi per i quali la gara avviata dalla precedente amministrazione fosse andata deserta. Rispetto a quel primo impianto, che prevedeva una iniziale cessione del 45% delle azioni al privato e solo dopo tre anni la possibilità di raggiungere il 55%, abbiamo deciso di ribaltare la strategia di gara, con l'obiettivo di rendere più attrattiva l'offerta agli occhi degli investitori". "I criteri del precedente bando sono risultati troppo stringenti - ha aggiunto Zilli -, sia per la loro tipologia che per il lasso temporale entro i quali dovevano essere assolti. Mettere in vendita la maggioranza delle quote e prevedere una presenza della Regione importante nelle scelte strategiche dello scalo è la sfida che abbiamo voluto assumerci per rilanciare un aeroporto che, al momento, raggiunge un volume di passeggeri inferiore al milione di unità».

RISCHIO PRIVATIZZAZIONE - Il direttore generale di Trieste Airport, Marco Consalvo, ha quindi fornito ai consiglieri ulteriori elementi tecnici sulla procedura che poggia sui parametri del Piano industriale dello scalo, elementi sui quali, dopo quattro anni, sarà valutato l'operato del futuro investitore e quantificate le eventuali penalità se i target non dovessero essere raggiunti. Altro aspetto evidenziato riguarda i requisiti di partecipazione alla gara, aperta a soggetti che gestiscono aeroporti di grandi dimensioni con significativa capacità commerciale. E' stata, inoltre, prevista un'opzione di riacquisto a vantaggio della Regione a valore di mercato scontato nel caso in cui il valore che l'investitore si è impegnato a creare non dovesse venire raggiunto. Mariagrazia Santoro e Diego Moretti (Pd) hanno richiesto maggiori dettagli sulle tutele societarie che la Regione si assicura, mentre Cristian Sergo (M5S) ha espresso una certa perplessità su un'operazione che di fatto privatizza uno scalo che, con il cambio di management, a partire dal 2013 iniziava a dare segni di ripresa. Furio Honsell (Open Sinistra FVG) ha chiesto agli assessori quale sia l'interesse pubblico sul quale poggia questa operazione, mentre Lorenzo Tosolini (Lega) ha espresso parole di apprezzamento per la scelta compiuta dall'Esecutivo, poiché l'ingresso di privati consente maggiori prospettive di sviluppo dinamico e, auspicabilmente, risultati migliori. L'assessore Barbara Zilli ha quindi ribadito che la cessione della maggioranza delle quote per rendere più attrattiva l'operazione viene svolta con la massima tutela e il mantenimento delle garanzie per il socio Regione all'interno dell'assemblea dei soci, nel Cda, nell'approvazione dei piani di investimento. «Non stiamo privatizzando l'aeroporto - ha precisato -, ma con l'apertura ai privati e mantenendo un ruolo incisivo nella futura compagine societaria intendiamo operare per un suo rilancio sul mercato nazionale e internazionale».