15 novembre 2018
Aggiornato 03:00

Raccolta differenziata: Muggia vola dal 46% al 72%

Litteri: “Ora il nostro impegno va nel voler premiare i comportamenti virtuosi"
Raccolta differenziata: Muggia vola dal 46% al 72%
Raccolta differenziata: Muggia vola dal 46% al 72% (AdobeStock | shocky)

MUGGIA - 46%. Era questa la percentuale su cui si attestava la raccolta differenziata muggesana nel gennaio 2018. Una percentuale che, secondo i dati di Arpa Fvg riferiti all’anno precedente e riportati da Legambiente, vedeva Muggia - affiancata al 46% anche di Duino Aurisina- superare di ben poco la percentuale del 40% di Trieste. Al seguito, faceva capolino Monrupino con il 50% e si distanziavano, poi, i Comuni già «PAP» San Dorligo della Valle con il 65% e Sgonico con il 69%.

I NUMERI risultano ancora più significativi se si considera, poi, la produzione di Rifiuti Urbani pro capite. Sempre secondo i dati Arpa, nel 2017 Muggia seguiva solo Monrupino (727 kg) e Duino (637 kg) nel quantitativo di rifiuti che ciascun cittadino ha prodotto quell’anno. In media, l’anno scorso, quindi, ogni muggesano ha infatti prodotto ben 577 kg di immondizie contro i 465 di un triestino ed i 292 di un abitante di San Dorligo della Valle/Dolina. È evidente che questi dati, discussi a Muggia in occasione dell’incontro pubblico «Economia circolare: necessità e opportunità» hanno dato il via ad una serie di riflessioni molto interessanti. Organizzato da Comune di Muggia, Comune di San Dorligo della Valle-Dolina e Legambiente Trieste, l’appuntamento si poneva quale obiettivo proprio quello di una riflessione sull’avviato nuovo sistema di raccolta PAP, muovendosi dal piano locale sino al quadro nazionale.

IL RECENTE AVVIO DELLA RACCOLTA PORTA A PORTA nel Comune di Muggia, che ha seguito il Comune di San Dorligo-Dolina in questo difficile ma importante compito iniziato li dieci anni fa, pur incontrando le fisiologiche difficoltà iniziali, costituisce un passo significativo nel percorso verso un'economia circolare, in cui gran parte dei rifiuti, degli scarti e le materie seconde vengono riutilizzati nel sistema produttivo puntando alla progressiva riduzione della produzione degli stessi. Questo percorso è già consolidato in moltissimi comuni italiani e della nostra regione, municipalità che hanno raggiunto e superato la quota dell'80% di raccolta differenziata dei rifiuti urbani. In tal senso, dopo il saluto degli assessori all'ambiente dei due Comuni, Laura Litteri e Franco Crevatin, Laura Brambilla - responsabile nazionale Comuni Ricicloni di Legambiente – ha introdotto l'incontro moderato poi da Andrea Wehrenfennig, presidente di Legambiente Trieste. Un incontro che ha potuto ragionare, a diversi mesi dall’inizio di entrambi i nuovi sistemi di raccolta abbracciati dai due Comuni, su quello che è il punto della situazione insieme ai rispettivi rappresentanti dei due gestori NET SpA e A&T 2000, prima di allargare la visuale considerando il quadro regionale insieme all'esperta Cristina Sgubin di Arpa FVG. È stato poi Alberto Antonelli, vicepresidente del Centro di Riuso «Maistrassâ» di Gemona del Friuli, a raccontare la propria esperienza in questo campo prima di passare palla alla ricercatrice INOGS Federica Nasi sul tema dei rifiuti in mare (Marine Litter).

ED È PROPRIO SULLA VALUTAZIONE DI QUESTI PRIMI MESI DI PAP muggesano che Massimo Fuccaro, direttore generale di NET S.p.A. ha comunicato il dato più significativo: «la percentuale di raccolta differenziata a Muggia è passata dal 46% del gennaio 2018 al 72% di agosto!»

Valori impensabili negli ultimi anni dato che, pur essendoci i cassonetti stradali per differenziare, la percentuale muggesana di raccolta differenziata restava sempre ferma ben sotto il 50%.

Da gennaio ad agosto, dunque, la media annuale muggesana - nonostante solo la metà dei mesi siano stati di raccolta differenziata PAP (maggio / agosto) e uno di raccolta mista (aprile) – è già di quasi il 64%. «26 punti in 4 mesi sono dati davvero importanti ed il segno tangibile del grande impegno che i muggesani stanno dando a questo sistema di raccolta. Di certo c’è ancora molto da fare, anche in termini di perfezionamento del sistema, ma i numeri ci confortano» ha commentato il sindaco Laura Marzi. «L’aumento della raccolta differenziata, il calo del rifiuto indifferenziato e l’aumento dell’organico sono un messaggio importantissimo: i muggesani differenziano di più e meglio. I miei complimenti e un particolare ringraziamento vanno ai cittadini e alle imprese del nostro comune, che stanno dimostrando grande senso di responsabilità e sensibilità per la tutela della nostra città, dell’ambiente e delle generazioni future». Ad un aumento della percentuale della differenziata, che a maggio ha superato addirittura il 77%, coincide infatti un calo del rifiuto indifferenziato che ha visto più che dimezzarsi quanto conferito passando dalle quasi 320 tonnellate di gennaio alle 149 di settembre. Pari passo, l’organico ha visto una crescita esponenziale - chiaro sintomo dell’efficacia della differenziazione - passando dalle 23 tonnellate al mese ad una media di quasi 70.

«MUGGIA STA ANDANDO NELLA DIREZIONE GIUSTA rispetto alla gestione del rifiuto ed i dati lo confermano» ha detto l’assessore Laura Litteri. «Ora il nostro impegno va nel voler premiare i comportamenti virtuosi ed è per questo che il mese scorso ho convocato un tavolo di lavoro in modo da verificare le modalità di applicazione della tariffa puntuale al fine di incentivare il contenimento della produzione dei rifiuti e potenziare la pratica della raccolta differenziata» ha chiarito l’assessore all’Ambiente «e non da meno dare al cittadino la sicurezza di pagare in proporzione alla quantità di rifiuto indifferenziato prodotta, vedendo cosi premiati i propri sforzi per aumentare la differenziazione: attraverso la tariffa puntuale, i muggesani, non solo saranno incentivati a separare meglio i loro rifiuti, ma potranno ricevere il giusto riconoscimento con una quantificazione della tassa in proporzione alla quantità dei materiali differenziati. La tariffa puntuale rappresenta la declinazione verso i cittadini del principio «chi inquina paga», e rappresenta uno strumento di equità oltre che di spinta verso gli obiettivi dell’economia circolare».