14 novembre 2018
Aggiornato 01:30

Cortei a Trieste: per Roberti «è fondamentale abbassare i toni»

L'assessore regionale chiede di stoppare le strumentalizzazioni per un doppio evento che già di per sé ha diverse criticità
Cortei a Trieste: per Roberti «è fondamentale abbassare i toni»
Cortei a Trieste: per Roberti «è fondamentale abbassare i toni» (Regione)

TRIESTE«Invito tutti ad abbassare i toni ad ogni livello, utilizzando il buon senso e la necessaria capacità di valutare le situazioni contingenti in vista di una due-giorni, quella del 3 e 4 novembre, che vedrà Trieste al centro di un'attenzione nazionale culminante con la visita del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, in occasione dei festeggiamenti per il Giorno dell'Unità Nazionale». Lo afferma l'assessore alla Sicurezza del Friuli Venezia Giulia, Pierpaolo Roberti, augurando buon lavoro alle forze dell'ordine ed esortando rappresentanti istituzionali, forze politiche, organi di informazione e cittadini «al massimo rispetto del vivere civile che deve contraddistinguere la nostra comunità sempre e comunque, a maggior ragione ora che stiamo attraversando momenti di possibile tensione da stemperare prioritariamente».

«Basta strumentalizzare una situazione - evidenzia Roberti, riferendosi alle polemiche legate ai cortei di CasaPound e della rete antifascista in programma sabato nel capoluogo giuliano - che già di per sé presenta evidenti criticità». "Mi rivolgo in maniera accorata - aggiunge l'assessore - soprattutto agli organi di informazione e a quegli istituti scolastici che, contrariamente a quanto loro deputato, hanno lanciato messaggi quanto meno poco chiari se non distorti, inducendo a credere ciò che non è, ovvero che la competenza autorizzativa di un corteo potesse essere in capo al sindaco o alla Regione». "Raccomando a presidi e corpo docente - prosegue Roberti, riallacciandosi alla lettera inviata da alcuni istituti a Comune e Regione - un atteggiamento diverso da quello che, in certi casi, appare come un utilizzo improprio del sistema scolastico».

«Agli alunni - sottolinea l'assessore - si è arrivati a trasmettere un ordinamento istituzionale che in Italia non esiste, forviante e irrispettoso della realtà di una Nazione e di un popolo intero». "Tutto questo - secondo Roberti - fa capire quanto ci sia bisogno di correttezza e conoscenza. A questo proposito - conclude l'assessore regionale - può risultare importante la reintroduzione dell'educazione civica tra le materie di insegnamento nelle scuole, garantendo così ai nostri figli il giusto sapere e basi solide per resistere a eventuali quanto spiacevoli manipolazioni di chi, investito di un ruolo primario e fondamentale, si ritrovasse a utilizzarlo per fini molto meno nobili".