15 novembre 2018
Aggiornato 03:30

La polizia riporta i migranti al confine sloveno: la smentita della Questura

La stampa slovena accusa la polizia italiana: gli operatori di Fernetti caricherebbero i migranti rintracciati a ridosso della frontiera terrestre su furgoni dell’Amministrazione e li riporterebbero sul territorio d'oltre confine
La polizia riporta i migranti al confine sloveno: la smentita della Questura
La polizia riporta i migranti al confine sloveno: la smentita della Questura (Polizia)

TRIESTE – La stampa slovena accusa la polizia italiana: gli operatori di Fernetti caricherebbero i migranti rintracciati a ridosso della frontiera terrestre su furgoni dell’Amministrazione e li riporterebbero sul territorio sloveno. Ma la Questura giuliana non ci sta e risponde con un comunicato ufficiale. «Nella mattinata odierna è stato pubblicato da alcuni quotidiani un reportage relativo a presunte condotte illegittime operate da personale della polizia di Stato in ambito di rimpatri di cittadini stranieri al confine con la Slovenia. - si legge nella nota dove si precisa - Al riguardo si ritengono opportune alcune precisazioni al fine di fornire una rappresentazione corretta dell’operato».

MIGRANTI - Il trasferimento dei migranti, rintracciati irregolarmente sul territorio italiano ai valichi di frontiera, è effettuato nel rispetto della procedura di riammissione prevista nell’accordo bilaterale firmato dalle autorità italiane e slovene. «I migranti che vengono riammessi sono quelli che hanno espresso al personale della polizia di Stato la volontà di non richiedere asilo politico. L’intera procedura viene documentata con provvedimento formale anche alla presenza di interpreti esterni all’organizzazione della polizia di Stato e impiegati frequentemente come mediatori culturali».

BUON RAPPORTI CON LA SLOVENIA - I minori stranieri e coloro che sono affetti da patologie che richiedono cure mediche «non vengono riammessi ma affidati ad apposite strutture di accoglienza italiane. Le modalità di riammissione, secondo gli accordi siglati con le autorità di polizia slovene, con le quali vi è un ottimo rapporto di collaborazione, prevedono che gli stranieri siano accompagnati all’orario concertato e consegnati presso la stazione di polizia Krvavi Potoc (Pesek), dove le autorità esaminano la documentazione. Infine la polizia di frontiera di Fernetti, contrariamente a quanto riportato negli articoli, - si precisa a conclusione - non ha in dotazione furgoni privi di finestrini ma esclusivamente mezzi con i colori d’istituto della polizia di Stato; i migranti non vengono riammessi dopo le ore sedici. Nessun straniero, pertanto, viene trattenuto nelle ore serali e notturne».

ROBERTI - Sull'argomento è intervenuto anche l'assessore regionale alla Sicurezza, Pierpaolo Roberti il quale ha voluto sottolineare che «la Regione è grata alla Forze dell'Ordine per l'impegnativo e delicato lavoro svolto ogni giorno nell'ambito dei controlli per il contrasto all'immigrazione clandestina e alla tratta di esseri umani. A maggior ragione, quindi, sono indignato per le illazioni, non fondate su prove o dimostrate da alcun fatto, in merito a presunte irregolarità nelle procedure di respingimento sulla frontiera nazionale che qualcuno, forse perché direttamente interessato alla gestione sul territorio degli immigrati, ha voluto sostenere attraverso i media». Roberti ha quindi sottolineato come «oggi gli unici dati attendibili evidenziano un forte aumento delle riammissioni e degli arresti di passeur, anche grazie alle misure adottate dal ministero dell'Interno su richiesta della nostra Regione».