14 novembre 2018
Aggiornato 01:30

Mattarella: «Trieste simbolo e metafora della complessità e delle contraddizioni del Novecento»

Rivolgendosi ai giovani, il Capo dello Stato ha detto: «Tenere viva la memoria dei caduti e delle sofferenze della popolazione civile di allora, come antidoto al rischio di nuove guerre»
Mattarella: «Trieste simbolo e metafora della complessità e delle contraddizioni del Novecento»
Mattarella: «Trieste simbolo e metafora della complessità e delle contraddizioni del Novecento» (Quirinale)

TRIESTE - Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto alla cerimonia celebrativa del centenario della fine della Grande Guerra che ha avuto luogo in piazza Unità d’Italia a Trieste, nel Giorno dell'Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate. Hanno preso la parola il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta e il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Claudio Graziano.

LE PAROLE DEL PRESIDENTE - La cerimonia si è conclusa con l’intervento del Presidente Mattarella. «Sono particolarmente lieto di celebrare a Trieste, in questa magnifica piazza, così ricca di storia e di cultura, la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze armate, che quest’anno coincide con il centenario della conclusione vittoriosa della Prima Guerra Mondiale. Trieste, profondamente italiana ed europea, città di confine e di cerniera, città cara a tutta Italia. Trieste, capitale di più mondi, storia di tante storie è, insieme, un simbolo e una metafora della complessità e delle contraddizioni del Novecento. Saluto con affetto i triestini e, con loro, tutti gli Italiani». Queste le prime parole del discorso pronunciato da Mattarella, che ringraziando i militari impegnati nei luoghi colpiti dal maltempo, ha aggiunto: «Ai familiari delle vittime va tutta la vicinanza dell’Italia, a tutte le popolazioni delle zone colpite la solidarietà piena e completa». «Da questa terra che ha vissuto tragedie immani - come quella delle foibe - desidero rivolgere, per concludere, un saluto speciale alle ragazze e ai ragazzi italiani, incoraggiandoli a tenere viva la memoria dei caduti e delle sofferenze della popolazione civile di allora, come antidoto al rischio di nuove guerre». Così ha terminato Mattarella il suo intervento in una piazza Unità gremita e baciata dal sole. 

SORVOLO DELLE FRECCE TRICOLORI - La manifestazione a Trieste è stata caratterizzata da diversi momenti che hanno rievocato alcuni fatti significativi della fine della prima guerra mondiale: l’ingresso delle truppe italiane a Trieste e il sorvolo di un velivolo dell’epoca. In programma anche il lancio di paracadutisti con il vessillo Tricolore e la presenza di due unità navali della Marina Militare. Ha chiuso la cerimonia il passaggio delle Frecce Tricolori. Prima di andare a Trieste, il Capo dello Stato è andato a rendere omaggio ai caduti raccolti nel Sacrario di Redipuglia.