14 novembre 2018
Aggiornato 01:30

4 novembre: Spitaleri ringrazia le Forze Armate, Serracchiani il presidente Mattarella

I due esponenti del Pd erano in piazza Unità per ascoltare il Capo dello Stato e per assistere alla cerimonia per il ritorno di Trieste all'Italia
4 novembre: Spitaleri ringrazia le Forze Armate, Serracchiani il presidente Mattarella
4 novembre: Spitaleri ringrazia le Forze Armate, Serracchiani il presidente Mattarella (Regione)

TRIESTE - «Alle Forze Armate va il nostro ringraziamento per le tante operazioni di pace di questi anni, per il lavoro complesso di Marina militare e Guardia costiera, per la prossimità dei nostri Carabinieri, per la professionalità rassicurante di tutte le Armi e le Specialità. Tutti difendono l'Italia unita e la sua democrazia dai pericoli esterni e dai rischi interni». È il pensiero del segretario regionale del Pd Fvg Salvatore Spitaleri, in una nota diffusa in occasione del 4 Novembre.

LE PAROLE DI SPITALERI - Ricordando la «fortuna di chi ebbe in sorte di tornare alla famiglia», come il nonno omonimo insignito della croce di cavaliere di Vittorio Veneto, Spitaleri ringrazia il presidente Mattarella «per le parole accorate con cui ha rievocato le sofferenze delle nostre genti friulane durante l'occupazione austrotedesca e la durezza dell'attesa patita dai giuliani. La memoria sia rivolta ai caduti ma anche - aggiunge - agli sfollati dispersi in tante parti d'Italia: una pagina di storia poco letta ci racconta che spesso furono accolti come stranieri e malvisti. Una storia destinata a ripetersi mezzo secolo dopo con gli esuli istrodalmati». "Riflettiamo - scrive ancora Spitaleri - a come nazionalismi, interessi geopolitici, malinteso senso di Patria, identità portata all'estremo possano portare immani tragedie, e come sia necessaria un'Europa che si riconosca casa solidale e rispettosa per i popoli. Perché in ogni momento - conclude - può accadere anche a noi di essere gli stranieri nel bisogno".

SERRACCHIANI RINGRAZIA MATTARELLA«Sono preziose le parole pronunciate dello Capo dello Stato nella città di Trieste, che oggi diventa simbolo di sofferenza, riscatto e afflato europeista. Il ricordo delle vittime, italiane e nemiche, trova senso solo se fa compiere un determinato passo oltre i 'sacri egoismi nazionali' che hanno precipitato per due volte nel baratro della guerra». Lo ha affermato a Trieste la deputata del Pd Debora Serracchiani in occasione della solenne celebrazione del 4 novembre, giorno dell'Unità nazionale e delle Forze armate, alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella. «Dobbiamo essere grati a Mattarella - ha aggiunto Serracchiani - per la forte lezione civile e storica pronunciata nella piazza consacrata all'Unità d'Italia, dove ha ricordato gli umili e i coraggiosi, i soldati, le donne e gli ebrei, fautori di una missione collettiva che ha portato alla Vittoria. L'Unità del Paese rimane un bene che le Istituzioni devono sempre custodire e - ha sottolineato - mai permettere sia incrinato da interessi di parte».
Per Serracchiani «i 100 anni di Trieste italiana sono una meta conquistata allora e consegnata a noi per custodirla e darle nuovo significato: la difesa della Patria e della pace nella cornice europea è un compito storico da cui l'Italia non può distogliersi - ha concluso - per inseguire più piccoli calcoli».