12 dicembre 2018
Aggiornato 15:00

Cormons: arriva la rivoluzione del pop

“Ci siamo posti tre obiettivi: abbassare l’età media dei partecipanti, ampliare l’ambito geografico di provenienza e lavorare sul turismo"
Cormons: arriva la rivoluzione del pop
Cormons: arriva la rivoluzione del pop (Massi Boscarol)

CORMONS - A pochi giorni dall’esordio di quello che si preannuncia uno dei festival più innovativi di tutto il panorama culturale Fvg ho avuto il piacere di incontrare i direttori artistici del medesimo che mi hanno raccontato genesi, sviluppo e obiettivi della manifestazione dedicata alla cultura pop. «Giampiero Mughini è il rappresentante perfetto di questo festival: intellettuale e icona pop, teatrale e popolare al tempo stesso» introduce Davide Lorigliola, concentrato sul taglio letterario dello stesso. «Incarnerà la perfetta fusione tra cultura e notorietà con Era di Maggio, psicodramma del ‘68 francese al quale ebbe la s-fortuna di assistere» cercando di nascondere un certo orgoglio per l’asso calato in apertura.

«Il primo artista che ho contattato è stato Ezio Guaitamacchi» rilancia Alessandro Perissutti, che da far suo ha focalizzato maggiormente l’attenzione sull’anima musicale della rassegna; «porterà una one-night evento-concerto intitolata The Hippie Night regalandoci le atmosfere dei figli dei fiori attraverso musica, storytelling e performance art con i dipinti live di Carlo Montana». «Imperdibile» si permette di aggiungere il sottoscritto.

Ancora letteratura: Max Deliso (da Cormons) con Breve Storia di Rosita e Kaplan ed Antonella Sbuelz, una delle scrittrici friulane più premiate a livello nazionale che presenta La Ragazza di Chagall - ambientata nelle zone più buie di ottant’anni or sono a sfondo leggi razziali. "Perché cultura popolare è anche questo" sottolinea Davide. Ed ancora musica: Laura Hoo ed il suo bluesy nordic folk e l’indie pop in gallese dei YR-ODS.

Sdoganare al grande pubblico - l’essenza del pop - dicevamo: «una festa anni ‘60 con dj-set in un museo... Chi l’ha mai fatta in FVG?!» la domanda retorica degli organizzatori. Save-the-date quindi venerdì 23 novembre per il 60’s party al Museo Civico del Territorio anticipato dalla mostra curata da un nome ed un cognome che necessitano scarna presentazione: Matteo Guarnaccia infatti ci farà tuffare in forme e colori della rivoluzione psichedelica con una collezione di opere (oltre cento pezzi) raccolte nel Are you experienced? di hendrixiana memoria.

«La sedia di lillà è uno dei brani più belli della storia della musica leggera italiana» è categorico Alessandro mentre aggiunge «la ascoltavo in adolescenza e ogni volta mi venivano le lacrime agli occhi per quel testo così crudo e sentito ed una musicalità quasi classica, impreziosita da una delle voci più belle che abbiamo mai avuto» ad introdurre quello che sarà a mio avviso l’evento clou del festival (e che seguirò con tanto di intervista) vale a dire il concerto di Alberto Fortis, straordinario cantautore che vide l’apice della sua fortuna tra la fine degli anni settanta e la metà del decennio successivo. «Ci siamo posti tre obiettivi: abbassare l’età media dei partecipanti, ampliare l’ambito geografico di provenienza e lavorare sul turismo; un po’ quello che fa Jazz & Wine con i grandi appassionati di jazz, noi lo faremo con il pop» a conclusione di una splendida chiacchierata.

«La Rivoluzione, tema di questa prima edizione, sta nella vita di ogni giorno e per questo abbiamo voluto coinvolgere tutti, da i locali di Cormons alle scuole del comune in collaborazione con la cooperativa Damatrà» a suggellare impegno e visione a trecentosessanta gradi dell’organizzazione. Ultime notizie non trascurabili: che tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito e che non mancherà il padrone di casa per eccellenza (quando si parla di Cormons) vale a dire Bruno Pizzul, che nella fattispecie presenta l’amico Giovanni Marzini in un tet-a-tet di puro e squisito taglio giornalistico.

Programma completo su: www.cormonspop.it e su Facebook.