12 dicembre 2018
Aggiornato 15:00

A Trieste arrivano 'le' Ufo, residenze d’arte non identificate

Gli artisti coinvolti nel progetto hanno già iniziato a lavorare in queste settimane all'interno degli edifici dei partner sostenitori del progetto
A Trieste arrivano 'le' Ufo, residenze d’arte non identificate
A Trieste arrivano 'le' Ufo, residenze d’arte non identificate (Ufo)

TRIESTE - Aprire un dialogo creativo tra gli artisti, la città di Trieste e le sue comunità scientifiche è l’intento del progetto ‘Ufo - Residenze d’arte non identificate’, ideato dall'attrice, regista e drammaturga Marcela Serli per il Teatro La Contrada di Trieste, un percorso che si inserisce nel programma della Regione Friuli Venezia Giulia sulle residenze per artisti delle arti performative.

PROGETTO - Gli artisti coinvolti nel progetto Ufo hanno già iniziato a lavorare in queste settimane all'interno degli edifici dei partner sostenitori del progetto, ovvero l’Università degli Studi di Trieste, la Sissa- Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, il Parco e il Castello di Miramare, Trieste Contemporanea e Asuits (Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste), luoghi che offrono la possibilità di essere al tempo stesso lo spazio della ricerca e lo spazio performativo.

UFO - Per l’avvio di Ufo, progetto che si svolge sotto l'egida di proEsof, sono stati elaborati diversi percorsi di indagine artistica che uniscono il lavoro degli artisti a quello degli scienziati, gli studenti universitari, i dottorandi e i docenti convolti. Si aprono adesso le porte anche ai cittadini con una serie di ‘restituzioni pubbliche’ dei laboratori svolti, incontri e conferenze.

EVENTO - Primo appuntamento domani, lunedì 26 novembre, alle 18, nella sede di Trieste Contemporanea in via del Monte, 2/1 con il regista Pippo Delbono. ‘Io, l’altro, l’alieno’ è il titolo della conversazione pubblica condotta da Roberto Canziani che indagherà il rapporto tra l’arte e la propria identità. Spesso si attraversano le discipline artistiche per indagare i bisogni e l’identità personali, in tutte le loro sfaccettature. La domanda a cui cerca di rispondere l’incontro è proprio se si può fare arte con la propria identità. Il regista Pippo Delbono è uno di quegli uomini straordinari che ha saputo trasformare il proprio vissuto in spettacoli di altissimo livello poetico, senza perdere per un solo istante il contatto con la realtà.

PROSSIMAMENTE - Le restituzioni pubbliche proseguiranno nel mese di dicembre, protagonisti Paolo Rumiz, Ariella Reggio, i Delta Process, Michele Spanghero, Michela Lucenti e Maurizio Camilli di Balletto Civile, Chiara Boscaro e Marco Di Stefano tra Sissa, Università di Trieste e Castello di Miramare.