12 dicembre 2018
Aggiornato 15:00

A Monfalcone non si potrà più entrare negli uffici comunali con burqa o niqab

Cisint: «Si tratta di una misura che riguarda tutte le situazioni che coprendo il volto rendono difficile l'identificazione della persona»
A Monfalcone non si potrà più entrare negli uffici comunali con burqa o niqab
A Monfalcone non si potrà più entrare negli uffici comunali con burqa o niqab (Diario di Gorizia)

MONFALCONE - In applicazione di una legge nazionale e di quanto previsto nel nuovo regolamento di polizia urbana approvato lo scorso anno, il Comune ha avviato nella giornata del 28 novembre, alla presenza del sindaco, Anna Maria Cisint, l’apposizione all’entrata degli edifici comunali frequentati da pubblico di un cartello di avviso che recita «Per ragioni di sicurezza è vietato l’ingresso con il volto coperto», con il testo, oltre che in italiano, anche in inglese, francese e bangladesh e tre immagini esplicative: un burqa, un niqab e un passamontagna sbarrati.

UFFICI - Si è iniziato con il servizio anagrafe di via Mazzini, ma analoga insegna sarà apposta in tutti gli altri edifici dell’ente, dagli quelli amministrativi, alle scuole, alle strutture sportive, culturali ed espositive, all’ambulatorio di via Pisani, al cimitero, al centro giovani e al centro anziani. «Si tratta di una misura – ha sottolineato il sindaco Cisint – che riguarda tutte le situazioni che coprendo il volto rendono difficile l'identificazione della persona, come può essere un casco protettivo o indumenti come il velo integrale. In questi casi all’ingresso della struttura gli interessati avranno l’obbligo di farsi riconoscere e se poi riterranno potranno rimettere il copricapo».

SANZIONI - «Per chi non rispetta il divieto è previsto, oltre ad una sanzione, anche l’identificazione con fermo da parte delle autorità pubbliche La validità di questa norma prevista nel regolamento comunale è stata confermata da una recente sentenza, molto importante perché ha sancito il prevalere delle ragioni di sicurezza rispetto ai comportamenti e atteggiamenti privati». «L’iniziativa si colloca – precisa ancora il sindaco Cisint – nell’impegno a tutto campo dell’Amministrazione comunale in materia di prevenzione dai rischi e di tutela della legalità e dell’ordine pubblico, che ha portato ad avviare una sistematica attività di controllo, a realizzare un’efficace rete di videosorveglianza, ad applicare il Daspo urbano, e ora a questa ulteriore misura prevista sia da una norma nazionale, sia dalla regolamentazione comunale».