22 febbraio 2019
Aggiornato 06:00
Trieste

Ambiente: la Regione chiede al Ministero la diffida per la Ferriera

La questione riguarda la mancata copertura dei parchi minerali fossili all'interno dello stabilimento di Servola
Ambiente: la Regione chiede al Ministero la diffida per la Ferriera
Ambiente: la Regione chiede al Ministero la diffida per la Ferriera

TRIESTE - La Regione Friuli Venezia Giulia ha richiesto formalmente al Ministero dell'Ambiente di diffidare Siderurgica Triestina in quanto inadempiente alle prescrizioni previste dall'ultima Conferenza dei Servizi, relativamente alla copertura dei parchi minerali fossili all'interno dello stabilimento di Servola. Lo ha comunicato a Trieste l'assessore regionale all'Ambiente, Fabio Scoccimarro, il quale, ripercorrendo l'iter del procedimento, ha sottolineato come questo atto non rappresenti un atteggiamento di ostilità nei confronti di un'azienda «che ha già compiuto importanti investimenti per la parte ambientale», ma l'adempimento «di quanto stabilito già dalla precedente amministrazione regionale».

Il riferimento è all'Accordo di programma quadro del 2014 e all'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) del 2016 dove è prevista la redazione del progetto e la realizzazione dell'opera in questione: due capannoni integrati all'impianto destinati allo stoccaggio del carbon coke e dei minerali ferrosi. Infatti, proprio questo relativo ai capannoni, e in particolar modo al trattamento delle acque meteoriche che si riversano in mare determinando un rischio ambientale, è il punto sul quale si è arenato il procedimento. «In ordine a questo specifico progetto - ha rimarcato l'assessore - nella Conferenza dei servizi dello scorso 17 luglio al Ministero, tutti gli enti presenti al tavolo hanno richiesto delle integrazioni. Superato il termine dei 60 giorni, nel corso di un successivo incontro a Roma sollecitato dalla Regione, rispondendo alle ragioni del ritardo, la stessa Siderurgica triestina ha manifestato significative perplessità sull'onerosità dell'opera (circa 35,5 milioni di euro)». «Da parte sua il Ministero, recependo le nostre istanze, ha dato un ultimatum a Siderurgica Triestina: il ritiro del progetto o la presentazione delle integrazioni entro il 10 dicembre», ha ricordato Scoccimarro. Integrazioni poi pervenute, ma che gli uffici regionali hanno ritenuto insufficienti e per questa ragione, in considerazione dei 5 mesi trascorsi dal 17 luglio, «chiediamo oggi al Ministero dell'Ambiente di diffidare Siderurgica Triestina, affinché rispetti gli accordi firmati, non con questa, ma con la precedente Giunta».

Per quel che riguarda la prosecuzione dell'iter, come ha spiegato l'assessore, adesso la decisione è in capo al Ministero, il quale può formalizzare una diffida fissando un termine per l'adempimento. L'eventuale mancata ottemperanza delle prescrizioni potrebbe comportare a caduta l'avvio della procedura di revoca dell'Aia per lo svolgimento dell'attività produttiva. Scoccimarro, infine, ha ribadito come l'intento strategico della Regione sia quello della tutela della salute dei cittadini congiuntamente alla difesa dei posti di lavoro «dai quali dipende il futuro di circa 400 famiglie. Un obiettivo - ha concluso - che intendiamo conseguire favorendo una visione improntata ad uno sviluppo economico sostenibile del territorio».